Negli ospedali arriverà un robot infermiere, e ad inventarlo sono state tre donne geniali

Ha fatto il suo esordio Moxi, un robot infermiere dalle fattezze umane. A idearlo sono tre scienziate che guardano all'unione tra uomo e macchina

Uomo e macchine possono e devono collaborare. Se la macchina ha poi fattezze umane, il tutto è più semplice. Ecco la filosofia alla base di Moxi, il robot infermiere.

In Texas alcuni istituti ospedalieri hanno segnato il debutto di Moxi, il primo robot infermiere realmente utilizzato in strutture aperte al pubblico. A svilupparlo è stata la Diligent Robotics, con il chiaro intento di semplificare e velocizzare l’attività dei paramedici, soprattutto quando si tratta di operazioni ripetitive e noiose.

Moxi - robot infermiere

Fonte Foto: Instagram

A presiedere l’azienda creatrice sono tre scienziate, che hanno pensato di fornire a Moxi un viso e un corpo meccanici, rendendolo antropomorfo e di fatto meno ‘spaventoso’ agli occhi dei pazienti, a differenza di altri macchinari automatici da anni in uso. Questo nuovo robot è in grado di portare oggetti e medicine da una stanza all’altra, offrire il proprio supporto in sala operatoria e, soprattutto, rispondere a comandi vocali.

Sono tre gli ospedali che hanno in prova un Moxi: Texas Health Dallas, University of Texas Medical Branch e Houston Methodist Hospital. Un passo in avanti è già dato dal fatto d’aver ridotto gli spostamenti degli infermieri da una stanza all’altra, ad esempio dalla camera del paziente al magazzino.

In merito si è espressa Andrea Thomaz, CEO di Diligent Robotics: “Dobbiamo creare una tecnologia che non solo faccia qualcosa di nuovo, ma che sia in grado di affrontare qualcosa che già esiste. L’obiettivo è formare un automa in grado di imparare e adattarsi, con un potenziale infinito. Crediamo che l’unità tra le persone e l’intelligenza artificiale abbia il potenziale per cambiare il modo”.

Moxi - robot infermiere

Fonte Foto: Instagram

Un robot sensibile e amichevole, dalle fattezze vagamente umane, il cui compito è aiutare l’uomo e non sostituirlo nelle pratiche lavorative. L’azienda ha deciso di partire con il settore ospedaliero ma le applicazioni di Moxi sono molteplici: “Avendo a che fare con qualcosa provvisto di volto e occhi, scatta una connessione immediata. Ora stiamo valutando come Moxi sia in grado di adattarsi ai differenti flussi di lavoro, considerando come in vari ospedali gli infermieri abbiano abitudini differenti. Non solo Moxi allevia il lavoro dello staff clinico ma lo fa in modo non minaccioso, che incoraggia le relazioni tra uomini e robot”.

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