Il difficile percorso di Michelle Hunziker, vittima di una setta

Quella dolcezza che trapela è una conquista, per Michelle Hunziker. La ammiriamo per la sua caparbietà, la sua determinazione, la stessa personalità che l’ha indotta ad affrontare le conseguenze di una scelta controversa come quella di rientrare ad appena quattro giorni dal parto per condurre Striscia la Notizia. Oggi Michelle ha un compagno, Tomaso Trussardi, un nuovo equilibrio affettiva, è impegnata sul fronte sociale e politico con Giulia Bongiorno, avvocato di successo, in una associazione Doppia difesa che supporta le donne vittime di stalking e violenza. La Hunziker è un personaggio pubblico che proietta una immagine di sé vincente ma che come ammette lei stessa al settimanale Gente ha vissuto una stagione di profonda fragilità.

Non ne ha mai parlato apertamente, Michelle, del suo ambiguo rapporto con una donna di cui tratteggia il profilo per la prima volta, davvero. Dopo la separazione dal suo ex marito, il cantante Eros Ramazzotti (che nel frattempo si è rifatto una vita con Marica Pellegrinelli), la Hunziker ha vissuto un periodo oscuro finendo nella tela di una sorta di setta da cui è uscita solo grazie alla sua primogenita Aurora e alla sua forza di volontà.

Nel suo libro, scritto a quattro mani con la Bongiorno “Con la scusa dell’amore”, la showgirl svizzera svela un passato difficile con un padre vittima a sua volta dell’alcol, l’incontro con Eros, il matrimonio seguito alla nascita di Aurora e l’incontro con la donna che la renderà una sorta di schiava sotto il profilo psicologico.

In questo periodo oscuro incontra “una donna sorridente, disponibile, generosa”. E Gente le dà un nome: Giulia Berghella, pranoterapeuta vista a lungo al suo fianco, che l’ha spinta a far pace con il padre, si è guadagnata la sua fiducia, si è inserita nella sua vita sia privata (la Hunziker ha avuto una relazione prima con il figlio della donna, poi con il suo stesso compagno) e l’ha resa sempre più dipendende da questa famiglia-setta.

E’ la figlia Aurora, che all’epoca aveva nove anni, a far risvegliare la madre dall’incubo in cui era imprigionata: “Non voglio giocare, io rivoglio la mia mamma bionda e sorridente”. Una scossa determinante, per Michelle che sfidando le minacce e le paure decise di allontanarsi da questo nucleo a cui si era affidata. Plagiandola.

 

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