Metrosexual, ecco chi sono e come riconoscerli. Ma il vero fenomeno emergente sono gli hipster

Tutto è cominciato da una dichiarazione di Cecchi Paone alla trasmissione radiofonica "La Zanzara", ovvero: "nella nazionale di Prandelli ci sono sicuramente due omosessuali, un bisessuale e tre metrosexual". Ed è così che questo termine, caduto nel dimenticatoio dopo essere stato in auge all’inizio degli anni Duemila, è tornato improvvisamente alla ribalta.

Ma qual è il vero significato di questa parola? Prima di tutto è bene chiarire che la definizione di "metrosexual", non si riferisce all’orientamento sessuale: niente a che vedere insomma con l’omosessualità, bensì con la cura del proprio aspetto estetico. Non è un caso che il termine venga usato esclusivamente per definire persone di sesso maschile, poiché si dà per scontato che le donne curino sempre il loro look, seguano la moda e siano patite di prodotti di bellezza e trattamenti estetici.

Ebbene, l’uomo metrosexual, pur non essendo omosessuale ha una cura di sé del tutto simile a quella che ci si aspetterebbe da una donna: il neologismo, composto dai termini "metropolitan" ed "heterosexual", sta a indicare un eterosessuale, generalmente abitante di una metropoli, curatissimo nell’aspetto fino all’ossessione, edonista fino all’eccesso, moderno dandy. Assiduo frequentatore di palestre e lettini abbronzanti, di negozi di abbigliamento e design all’ultima moda e di negozi salutisti, si depila il corpo e fa un grande uso di creme di bellezza.
Insomma, un uomo che non corrisponde ai criteri di virilità normalmente riconosciuti dalla società e si posiziona all’estremo opposto rispetto al "macho". Esempi di metrosexual famosi? David Beckham, Cristiano Ronaldo, Brad Pitt, Justin Timberlake, Rafael Nadal.

Il concetto di metrosexual può variare a seconda dei canoni culturali del paese in cui ci si trova: ad esempio, un italiano medio agli occhi di uno statunitense verrebbe subito bollato come metrosexual. Ovvero un appartenente a una categoria decisamente démodé e superata (per fortuna): altro che metrosexual, negli Usa e nel resto del mondo la vera tendenza in ascesa è quella degli hipster.

Giovani, istruiti, progressisti e abitanti nelle metropoli, gli hipster sono appassionati di controcultura, di indie rock e di musica elettronica, di film d’autore e di fenomeni artistici emergenti. Molti di loro tra l’altro lavorano nel mondo dell’arte, della musica e della moda. Si vestono con abiti usati possibilmente un po’ rétro, si muovono in bicicletta e mangiano cibo bio e a chilometri zero. Non che sia semplice riconoscerli, perché odiano essere catalogati e omologati: le loro passioni sono mutevoli e fluttuanti e non si identificano con particolari brand, rendendo la loro individuzione ambigua e sfuggente: quello che oggi è hipster, domani potrebbe non esserlo più. E voi chi preferite, i metrosexual o gli hipster?

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