Le spose di Francia che vogliono il matrimonio anche in Italia

"Una famiglia è una famiglia", così ha intitolato l’ultimo post pubblicato sul blog che cura per la versione italiana de L’Huffington Post per replicare alle controverse dichiarazioni di Guido Barilla. D’altronde quella di Giuseppina La Delfa è una battaglia civile, oltre che una scelta personale, che si è tradotta in un impegno in prima persona per ottenere il riconoscimento del diritto a contrarre matrimonio per le coppie omosessuali e, questione correlata, il diritto all’adozione.
 
Piani distinti che, nell’ambito dell’esperienza e della militanza della signora La Delfa e la sua compagna, Raphaelle Hoedts, coincidono. Giuseppina e Raphaelle sono le spose di un matrimonio atteso e voluto, dopo 32 anni di vita comune e che realizza nelle nozze la sua formalizzazione anche se a celebrare è Thérèse Kozlowski, assessore al comune di Tourcoing e amica di La Delfa. Anche se il rito si è celebrato in Francia. Si sono scelte quando entrambe erano delle adolescenti, quando entrambe vivevano in Francia, non hanno rivisto la loro posizione anche se osteggiate dalla famiglia (in particolare Raphaelle) e hanno costruito un’identità strutturata, forte nella coppia, nel convincimento di essere una famiglia. Hanno due figli, avuti tra il clamore e la volontaria esplicitazione della questione rendendo la loro famiglia un esempio e hanno assunto un ruolo connotato nella società civile rispetto a un tema controverso, dibattuto.
 
Ricoprono funzioni e ruoli preminenti, di prestigio sociale, abitano in un paese del Sud con i loro figli e lì continueranno a svolgere il loro lavoro, altamente professionalizzato. Nel 2005, Giuseppina ha deciso di costituire una associazione, Famiglia Arcobaleno, per fare rete quando già le loro scelte erano divenute pubbliche. Lo scorso 23 aprile la Francia è diventata il nono Paese europeo a riconoscere il diritto di sposarsi a coppie omosessuali: le due donne, che insegnano all’Università di Salerno, hanno deciso di ufficializzare il loro rapporto anche se questo matrimonio non verrà trascritto in Italia.

Ma ciò nonostante potranno avviare le pratiche per adottare l’una il figlio dell’altra e iniziare una battaglia legale in Italia, ove risiedono. I loro bambini erano lì, con loro a festeggiare le nozze delle mamme, entrambe vestite di bianco. Tailleur pantalone con un cappellino di paglia lilla per Giuseppina, colore della cintura che cingeva la vita della sposa e della damigella (la primogenita di 10 anni) che hanno optato per un abito tradizionale. Una festa con familiari, gli affetti più cari e tanti bimbi per celebrare l’unione tra le due docenti che torneranno in Italia. perché lì a Santo Stefano del Sole la gente è fantastica, hanno fatto sapere. Ed è lì che intendono continuare a vivere.

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