Maria Elena Boschi e gli stereotipi sulle donne della politica

Di lei si discute ovunque e comunque, come se la centralità dei temi affrontati dall’agenda politica dell’ambizioso governo Renzi potesse scaldarsi con le valutazioni relative e circoscritte alle scelte relative al guardaroba della ministro più fotografata, Maria Elena Boschi.

C’è chi la accusa di bamboleggiare, chi di incarnare uno stereotipo, chi la indica quale presenza a tratti ingombrante (vedi il caso dei bambini adottati in Congo). Il risultato che si ottiene, ben oltre le intenzioni di sottolineare il mutamento generazionale nella politica nostrana e le modalità in cui si inquadra nella strategia di comunicazione, è l’evidenza dell’indubbia capacità di attirare l’attenzione dei media. Gestirla, invece, è altra cosa.

A interpellarla direttamento sull’argomento, la Boschi non cela una certa difficoltà, anzi. "Onestamente non me ne può importare di meno, ormai non ci faccio più caso, lo considero quasi come un inconveniente del mestiere e mi concentro sul lavoro vero, il lavoro serio", ha detto il ministro delle Riforme, dal palco della festa del Pd di Varese su questo tema.

"Un pochino è colpa anche di voi giornalisti, e lo dico con il sorriso", ha aggiunto, poi. "Credo che non sia giusto per ragazze più giovani di me che stanno ancora studiando e si impegnano, ma che poi pensano che saranno giudicate, diversamente da quel che accade con gli uomini, per come ti vesti o ti stiri i capelli".

Un modo per dire che forse l’atteggiamento della stampa, sul trattamento di questo specifico capitolo, non la lascia del tutto indifferente.

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