Mangiare carne senza uccidere gli animali è possibile. L’incredibile scoperta scientifica

La scienza compie continui passi da gigante e oggi, grazie alle nuove tecnologie, è possibile "coltivare" la carne in laboratorio

Un team composto da scienziati americani e indiani ha recentemente annunciato una scoperta sensazionale: è possibile creare carne in laboratorio. Non c’è da stupirsi dopotutto: in questi ultimi anni la ricerca ha introdotto numerose rivoluzioni in altrettanti ambiti della collettività. La scoperta, tuttavia, sta sollevando un gran polverone sotto diversi punti di vista, non solo morali ma anche economici, che coinvolgono, soprattutto, l’etica, i guadagni, la sicurezza e la salute.

Produrre carne in laboratorio significherebbe non essere più costretti ad uccidere animali per averla e, se si considera questo lato della scoperta, molte persone che si cibano quasi esclusivamente di frutta e verdura potrebbero riavvicinarsi a questa pratica. Il motivo principale per cui i vegetariani e i vegani non mangiano la carne, infatti, è legato al desiderio di salvaguardare gli animali, tutelandone i diritti: nutrendosi di questi prodotti di laboratorio, pertanto, non arrecherebbero alcun danno agli esseri viventi. Il team di studiosi, inoltre, ha affermato che la carne così prodotta non è assolutamente nociva per l’uomo: la salute è, infatti, uno dei temi fondamentali legati a questa sensazionale scoperta perché gli utilizzatori del prodotto devono vedersi garantita la propria incolumità.

Sono molti gli scettici a riguardo ma è naturale che sorgano dei dubbi in merito a un ritrovato scientifico talmente eclatante che potrebbe realmente rivoluzionare sia il mercato alimentare mondiale che le abitudini stesse delle persone. A parte i problemi di natura etica ed economica, tuttavia, è interessante capire come sia stato possibile riprodurre della carne in laboratorio. Gli scienziati hanno rivelato che tutto il progetto si basa su particolari cellule in grado di auto-rigenerarsi: queste, una volta coltivate per un periodo variabile dai 9 ai 21 giorni, danno origine ad altre unità biologiche similari, in grado di costituirsi in tessuto animale. Questo, di conseguenza, subisce lo stesso processo di crescita di un qualsiasi altro organismo, sviluppandosi al pari di un vegetale o di un frutto.

Il prodotto così ottenuto può riprodurre tutte le caratteristiche delle carni più comuni (manzo, maiale e pollo). L’obiettivo principale del team è ora quello di trovare gli acquirenti disposti a consumare il prodotto e un mercato florido in cui iniziare a venderlo. Attualmente, la Cina è il paese favorito, in quanto mostra evidenti segni di interesse. Non è detto, però, che in un futuro prossimo non sia possibile trovare nei supermercati della carne avente la dicitura “Coltivata in laboratorio”. La scienza avrà fatto una scoperta positiva o avrà tentato, come molti accusano, di ricoprire il ruolo di Dio?

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