L’Inps pretende 72mila euro dalla ragazza con le ossa di vetro

Caterina, 29 anni, soffre di una rara malattia genetica che la costringe sulla sedia a rotelle. Ma ora si è vista chiedere la restituzione di tutti gli assegni di invalidità

Caterina Pellizzer ha 29 anni ed è di Trieste. La ragazza è affetta da una rara malattia genetica, che si chiama osteogenesi imperfetta. La patologia causa problemi a carico dello scheletro e delle articolazioni. Le sue ossa sono fragili come il cristallo e proprio a seguito di una serie di fratture, è costretta su una sedia a rotelle.

Se lo scheletro di Cristina è delicato e debole, la sua volontà è forte. Lei non ha scelto di compatirsi, ma ha deciso di prendere dalla vita tutto quello che può. Per questo motivo si è laureata a pieni voti in psicologia sociale a Bordeaux, in Francia. E proprio perché è voluta andare all’estero a studiare l’Inps ha preteso la restituzione dei contributi che le sono stati versati a causa della sua invalidità.

Lo scorso marzo infatti la Pellizzer ha ricevuto una lettera dall’Istituto nazionale di previdenza sociale di Trieste nella quale s’informava la ragazza:

le è stata corrisposta una prestazione di invalidità civile (del 100%, ndr) non spettante.

Ossia le si chiede di restituire 72.185 euro entro il 16 aprile 2016. E tutto perché Caterina  ha deciso di studiare in Francia, Paese a cui è legata perché in cura fin da piccola in una struttura ospedaliera parigina, dove opera il luminare Georges Finidori, specializzato nel trattamento di questa rara patologia:

È lì che sono sempre stata seguita, fin dall’infanzia, ed è lì che ho ricevuto le cure migliori che mi hanno permesso di raggiungere una condizione fisica buona per poter vivere.

Caterina ha contestato naturalmente la richiesta dell’Inps:

Sono italiana. La mia nazionalità e la mia residenza triestina non sono mai venute meno e la mia dimora in Francia è motivata da ragioni di studio e di cura. La mia presenza all’estero è sempre stata limitata al periodo necessario per seguire le lezioni e per dare continuità alle cure mediche iniziate in giovane età.

La ragazza ha scelto di presentare ricorso per chiedere l’annullamento della revoca del trattamento pensionistico. Intanto il suo assegno di invalidità da 800 euro al mese è stato sospeso.

Tutto quello che sono riuscita a conquistare nella mia vita è stato frutto di un duro lavoro. A vent’anni mi sono chiesta: cosa voglio dalla vita? La risposta è stata semplice: tutto. Ho scelto un sistema universitario che mi ha permesso di studiare e di curarmi nel migliore dei modi. Tutto questo ha avuto un costo e senza gli aiuti economici non sarebbe stato possibile.

Caterina è infuriata per quello che è successo:

Sono incazzata perché ancora una volta la società contemporanea, che vorrebbe essere aperta, non accetta il fatto che una donna possa scegliere liberamente cosa fare della propria vita. Forse dovevo rimanere a casa di mamma e papà a fare il vegetale e a piangermi addosso? Secondo l’Inps, in questo caso, avrei avuto più legittimità a ricevere i soldi di cui ho pieno diritto perché ho una malattia rara e non cammino?

La Pellizzer è determinata nella sua battaglia, non ha paura del futuro perché sa che vincerà. La patologia di cui soffre Caterina è la stessa di cui soffriva il pianista di jazz Michel Petrucciani e il personaggio interpretato da Samuel Jackson nel film “Unbreakable. Il predestinato”.

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