La nuova pellicola biologica che si può mangiare

La pellicola biologica commestibile esiste. Viene realizzata dagli scarti di alcuni alimenti e serve ad allungare la vita ad altri alimenti

Una pellicola biologica commestibile per allungare la durata degli alimenti. Si tratta di una novità eco sostenibile tutta italiana. L’idea consiste nel ricavare due sostanze dagli scarti di cibo che, una volta combinate, danno origine ad un film trasparente che si può anche mangiare. Il progetto è nato ed è stato sviluppato dal Cnr Isafom di Catania che si occupa di sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo. Una corretta e accurata conservazione degli alimenti è un fattore particolarmente importante per la salute e può evitare una pericolosa intossicazione.

Una pellicola biologica commestibile si può ottenere dalla pectina che si estrae dalle bucce d’arancia, abbinata al chitosano contenuto nel carapace dei gamberi. Questa permette di avvolgere i cibi e ne allunga la vita di almeno il doppio del tempo. Il procedimento, realizzato con la collaborazione del Dipartimento bio-agroalimentare del Cnr, è piuttosto semplice. Si prepara una soluzione composta di acqua, un antiossidante come l’acido citrico, e la pectina o il chitosano (a volte entrambi). Vi si immergono gli alimenti da conservare e, una volta asciutti, si formerà un film trasparente che li proteggerà dagli agenti esterni.

Sono già stati effettuati dei test specifici per valutare le qualità di questo prodotto. La pellicola biologica commestibile è stata utilizzata per ricoprire il cuore del carciofo, solitamente molto veloce alla deperibilità, e il fico d’India che fermenta molto velocemente. I risultati sono stati sorprendenti. Grazie a questa pellicola innovativa, i cuori di carciofo portano la loro durata da 12 a 28 giorni, mentre i fichi d’India da 7 a 12. In entrambi i casi, però, va ricordato che per una corretta conservazione, i cibi devono essere comunque messi in frigorifero a una temperatura di 4 gradi, altrimenti si finisce per doverli buttare perché scaduti.

A questo punto si potrebbe già pensare che si sta parlando di un business sicuro e garantito. In realtà le cose non stanno proprio così. Questa tecnologia è infatti ancora in fase di sperimentazione e, nonostante i risultati si siano dimostrati interessanti, la strada da percorrere è ancora lunga. Attualmente esistono degli impianti produttivi pilota e la congiuntura economica ancora non permette d’ipotizzare gli investimenti necessari in questo campo. In Sicilia però la notizia ha destato scalpore e anche ottimismo in quanto è proprio dalla Sicilia che arriva il 5% della produzione mondiale di pectina. Gli sviluppi economici e occupazionali per il territorio potrebbero essere davvero interessanti.

La nuova pellicola biologica che si può mangiare
La nuova pellicola biologica che si può mangiare