Il kebab diventa gastronomico

Come la ricetta tradizionale si trasforma e diventa un cibo gastronomico, tutto nostrano

Stiamo parlando del Re degli street food per eccellenza.
La ricetta classica del Döner Kebab (in lingua araba, mentre “kebap” è in turco) prevede: insalata, pomodoro, cipolla, salsa harissa piccante, hummus, salsa allo yogurt e carne (spesso si tratta di agnello, manzo o pollo anche mescolati tra loro in proporzioni diverse).
Arrivando in Occidente, la ricetta più basica si è arricchita ed è entrata nel mondo più patinato della gastronomia.
Dagli anonimi baracchini, il kebab sembra vivere una seconda giovinezza, grazie ad alcuni chef che lo hanno portato nelle loro cucine e gli hanno cambiato il vestito lasciandogli la sostanza, è quello a cui stiamo assistendo con l’apertura di nuove hamburgerie di qualità.
De Sica, negli anni ’30, chiedeva a Mariù di parlargli d’amore, noi vi parliamo di un concept milanese dedicato al kebab che si chiama proprio Mariù, la prima kebabberia gastronomica in Italia che stravolge l’immaginario di questo piatto tipico turco.

La sfida qui è tra kebab classico (lattuga, cipolla, pomodoro, cetriolo, salsa yogurt, harissa), e kebab gastronomico (soia, frutti del cappero, peperonata, friarielli, guacamole, salse verde rossa tonnata caesar nduja, crema di carciofi di zucca di zucchine di olive, pomodori secchi…) con denominatore comune la carne arrosto, in un perfetto mix di due tradizioni.
Per questo motivo nel menù si possono trovare diverse tipologie di pane (arabo, puccia salentina, piadina); diverse tipologie di carne (arrosto di pollo e di vitello) e l’alternativa vegetariana al classico piatto tipico della cucina turca a base di carne. Per quanto riguarda i prodotti sfiziosi da inserire nel kebab, troviamo crema di tartufo, mostarda di frutta, salsa al pistacchio, pinoli e noci.
E’ comunque possibile comporre un kebab più “tradizionale” scegliendo i classici abbinamenti.
La carne qui è al 100 per cento italiana e condita solo con spezie mediterranee, sale e pepe senza conservanti e aromi artificiali.
La visione è riassumibile in tre parole: kebab della nonna.

Il kebab diventa gastronomico