Katherine Johnson, la donna che ci portò sulla luna

Katherine Johnson era una matematica della Nasa, ma anche molto di più. Ci portò sulla Luna e continua a ispirarci

Era testarda Katherine Johnson, ribelle, ma anche appassionata di spazio e di numeri. Una donna dalle mille sfaccettature, intelligente come poche, che riuscì nell’impresa più grande: portare l’uomo sulla Luna. Lo scorso 26 agosto aveva compiuto 101 anni, si è spenta con grande dignità e la consapevolezza di aver lasciato un segno indelebile nella storia dell’umanità.

Perché Katherine, informatica e matematica, appassionata di scienze aerospaziali, era riuscita a fare la differenza, con grande coraggio e testardaggine. Vero nome Katherine Coleman Goble Johnson, era stata lei a calcolare le traiettorie dei primissimi viaggi dell’uomo nello spazio. Afroamericana e di umili origini, grazie a impegno e dedizione aveva realizzato il suo sogno e quello di milioni di persone. Classe 1918, era nata nel piccolo paese di White Sulphur Springs, in West Virginia, figlia di una professoressa e di un boscaiolo. A soli 14 anni si era diplomata ed era stata fra le prime studentesse di colore ammesse nella scuola della città.

Negli anni Cinquanta era stata assunta dalla Nasa e da subito si era fatta notare per la sua spiccata intelligenza. Poco dopo era stata scelta per calcolare le traiettorie nella missione Freedom 7, guidata da Alan Shepard. Il successo non aveva fermato Katherine Johnson, che negli anni aveva collezionato tanti altri traguardi, fra cui il titolo come prima donna a pubblicare un testo di matematica astronomica.

Fino alla missione orbitale di John Glenn, dove Katherine realizzò un sistema di comunicazione in grado di collegare le stazioni con Cape Canaveral, le Bermuda e Washington, una sorta di rete in grado di controllare la traiettoria seguita dalla capsula. Leggenda vuole che prima di partire l’astronauta chiese alla Johnson di ripetere i calcoli con la sua calcolatrice, nonostante fossero già stati fatti da un gruppo di ingegneri.

“Se lei dice Ok allora vado”, disse Glenn, pronto a fidarsi solo della matematica. E aveva ragione. Negli anni successivi Katherine avrebbe partecipato con successo a diverse altre missioni, dando sempre un contributo decisivo, dagli studi sulle sonde pronte per scoprire Marte al viaggio dell’Apollo 11 nel 1969 con il celebre sbarco sulla Luna.

Nel 1986 aveva deciso di lasciare la Nasa, ma era ormai diventata una leggenda. A raccontare la sua storia straordinaria un libro e un film, Hidden Figures (Il diritto di contare). Nel 2015 l’allora presidente Barack Obama le aveva reso omaggio consegnandole la Presidential Medal of Freedom, considerata la più alta onorificenza civile americana, mentre la Mattel aveva creato una Barbie con le sue sembianze per ispirare le future generazioni.

Katherine Johnson

Katherine Johnson – Fonte: Wikipedia

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