Intervista a una squillo blogger

Rita è austriaca, ha 46 anni e fa la prostituta. Non è una persona volgare, non ha passato pesante e non si vergogna del suo mestiere. Attraverso il suo blog Io, prostituta, l’abbiamo contattata via messenger per capire cosa pensa:

Buongiorno. Come andiamo? Posso darti del tu?
Buongiorno. Ma certo, scherzi?!
Come mai un blog?
Per solitudine. La legge ci vieta di esercitare in due e quindi dalle 10 di mattina alle 19 di sera mi trovavo sempre da sola.
Chi sono i tuoi lettori esattamente?
Gente di tutti tipi. Colleghe, clienti, persone interessate a capire la nostra realtà, a dialogare con noi.
Quali sono gli argomenti di cui parlate?
Della vita di tutti i giorni, di politica, società, economia. Ci tengo a far capire che siamo persone normalissime, non solo prostitute.
Bene, cercherò di intervistarti come donna, allora.
Perfetto.
Il mestiere e il bisogno più antichi del mondo. Qual è il punto? Hanno difficoltà a fare sesso per ‘vie ordinarie’ o con voi è tutto più facile?
Mah, le ragioni per cui vengono sono tante. Non fanno sesso a casa, timidezza, voglia di cambiamento. Comunque, chiedono molto meno di quello che potreste pensare e sono sorprendentemente normali.
Secondo te, il punto è che noi ‘non professioniste’ non riusciamo a soddisfare qualcosa?
Dopo aver parlato con centinaia di uomini, mi sembra che le mogli non soddisfino le richieste dei mariti. I rapporti sessuali dopo il matrimonio diminuiscono drasticamente… per non parlare di quando arrivano i bambini.
Quindi, gli uomini non desiderano niente di strano…
No. In 20 minuti li soddisfi. C’è qualche richiesta bizzarra, ma si tratta di una minoranza. Il punto è che per non disturbare le proprie mogli, non osano pretendere rapporti regolari, figuriamoci quel qualcosa in più. Alla fine, nel timore di infastidirle, ricorrono ai nostri servizi.
Ma sono tutti sposati?
Il 75%, diciamo.
Quindi le italiane possono recitare un bel mea culpa?
Sì. Pensano alla casa, sono ottime amiche, madri perfette ma dimenticano che l’uomo è anche corpo. Molte di loro non sanno neanche cosa vogliono i loro uomini perché vengono rispettate cosi tanto da inibire qualsiasi richiesta.
Mogli che gestiscono bene la famiglia ma male il letto, quindi.
Sì. Strano, considerato che questo è il paese in cui si vende più lingerie al mondo. Cos’è? Tutto fumo niente arrosto?
Prima di iniziare a parlare con te, volevo chiederti  ‘Perché permettere agli uomini di pagare quello che di solito si devono sudare’. Adesso mi rendo conto che è assolutamente fuori luogo. Ci insegnano a farli correre con il risultato che poi corrono da voi…
Vero. In Italia manca la comunicazione, non si parla di sesso. Se ne dovrebbe parlare a colazione cosi come di politica, altrimenti il rischio è quello di diventare due mondi che non si conoscono.
Mi è piaciuta molto la tua idea di assimilare il vostro servizio a quello che potrebbe essere il lavoro svolto da un massaggiatore. Eppure c’è qualcosa che non mi torna in questo parallelismo. Secondo te cosa?
L’uso di un organo genitale.
E non ti pesa per niente?
No, il problema è vostro, italiano, la vostra educazione cattolica. La donna con le sue zone sacre… (ndr Rita è austriaca)
Ah. Perché per te è come una mano, un piede?!
Certo, se si escludono i sentimenti, sì. Io separo il sesso dall’amore.
Non è difficile per una donna?
No. Se non c’è sentimento, si tratta solo di un pezzo di carne che muovo come tutti gli altri. Fare il mio lavoro non mi pesa, è pesante quello che pensano gli altri di me, cioè che io sia una prostituta.
La gente forse si immagina la vostra condizione, pensa che la vostra sia una vita difficile…
Certo ma sono ragionamenti basati sui loro schemi mentali. Tutto può essere visto in modo diverso.
Ma si tratta di gesti intimi, che di solito si preferisce fare con amore.
Sì. Ma si deve trattare di un punto di vista, non di una legge. La mia è una scelta, che va accettata senza giudicare. Ricordati che non sono né una schiava del sesso né una drogata.
Infatti, ho letto che ami il tuo mestiere. Quali sono precisamente gli aspetti piacevoli?
Quelli psicologici, il dialogo, l’aspetto umano. Ogni persona ha una sua storia e conoscere arricchisce…
Me ne sto rendendo conto. L’ascolto, in ogni caso, è una forma di amore… C’è una prestazione che ti pesa offrire?
No, perché se mi chiedi qualcosa che non mi va, non si fa.
A proposito, ho spostato il cliente che avevo alle 16.
Ah, grazie. Com’è constatare quotidianamente che c’è qualcuno disposto a pagare pur di averci?
Non è un complimento. L’uomo inizialmente vuole il servizio, una femmina, non importa chi sei. Solo dopo, eventualmente, si instaura un rapporto di reciproca stima.
Ho letto che, a volte, ti spiace di non venir rispettata. Ma non è proprio accettando soldi in cambio di prestazioni sessuali che si autorizza a trascurare il lato umano?
Figurati. In tutti i lavori succedono queste cose, anche a chi fa il cameriere.
Andiamo sull’attualità. 9 milioni di clienti in Italia. Vietando l’esercizio per strada non si risolve il problema nella sua sostanza. Giusto?
Ma naturalmente, non si risolve con la carfagnata. Si sposta solo lo sporco dalle strade sotto il tappeto. Ci vuole un regolamento, bisogna che questa professione venga accettata.
Se avessi tu il potere, cosa proporresti?
E’ semplice. Prima di tutto riconoscere la nostra come categoria professionale e poi di stabilire delle regole, come ho scritto sul blog del Ministro.
Le case chiuse non risolvono?
Non devono tradursi in obbligo. Bisogna essere persone libere di scegliere in un mercato controllato. Ovvero, offrire le case chiuse ma permettere di usare la propria casa a chi lo preferisce.
Mi dispiace ma dobbiamo concludere, sono piena di appuntamenti…
Un’ultima cosa: il blog ti serve anche per attirare clienti?
Nooo, questo è importantissimo, è solo uno strumento di dialogo. L’ho scritto anche in home page.
Fai il tuo saluto al popolo del web. Come ci vuoi lasciare?
Con la speranza di non essere più Rita la prostituta, ma Rita che fa di mestiere la prostituta. Devo scappare ora, scusami tanto…
Ok. Buon lavoro, allora.
Anche a te.

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