Installazione di telecamere per combattere i maltrattamenti negli asili

Sempre più frequenti casi di maltrattamenti di bambini negli asili porta il mondo della politica a valutare la necessità di installare telecamere che sorveglino le scuole

I casi di maltrattamenti di bambini negli asili, da parte di maestre che dovrebbero tutelarli e fare da esempio ai bambini affidati alle loro cure, sono sempre più frequenti. E’ di pochi giorni fa la notizia, apparsa su tutti i telegiornali nazionali, di una maestra della provincia di Pisa, finita agli arresti per aver maltrattato bambini di età compresa tra i due e tre anni di età. La maestra cinquantaduenne è stata ripresa mentre strattonava e colpiva piccoli bambini durante l’ora della mensa, accompagnando il tutto da una serie di insulti rivolti ai piccoli ospiti.

Prima di questo episodio, un caso simile di violenza negli asilo, si presentò nel comune di Pavulla, in provincia di Modena, dove una maestra è finita gli arresti domiciliari per presunti maltrattamenti sui minori. In occasione di questo ennesimo fatto di violenza gratuita sui bambini, due consiglieri regionali d Forza Italia, Galeazzo Bignami e Enrico Aimi, durante una interrogazione alla Giunta Regionale, hanno chiesto a gran voce la necessità di installare telecamere a circuito chiuso i tutte le scuole dell’infanzia della Regione Emilia Romagna.

L’urgenza si presenta dal fatto che le vittime predestinate della violenza sono nella stragrande maggioranza dei casi, bambini bambini di età troppo piccola per potersi difendere da soli, e magari raccontando tutto ai genitori. Per questo motivo, l’unico modo per difenderli è quello di installare delle telecamere a circuito chiuso che riprendano a 360° la vita all’interno degli asili nido e delle scuole dell’infanzia. Solo in questo si riuscirebbe a creare un vero e proprio deterrente alla violenza.

I due consiglieri regionali, Aimi e Bignami, hanno inoltre evidenziato, che esiste un’altra categoria a rischio maltrattamenti, ovvero gli anziani ricoverati ad interno di case di riposo, che al contrario possono essere definite delle vere e proprie strutture lager. Anche in questo caso dunque, vi è la necessità di intervenire con l’installazione di telecamere di videosorveglianza. Anziani e bambini, sono dunque soggetti non in grado di difendersi autonomamente e chiedere aiuto a chi di dovere, e spetta quindi alle autorità mettere in campo tutte le soluzioni per tutelarli nel modo più adeguato. Sarebbe opportuno che l’iniziativa presa dai due consiglieri emiliani, si difondesse anche nel resto d’Italia.

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