Infortuni nel tragitto casa-lavoro: più vittime donne

Secondo i dati Inail le lavoratrici sarebbero maggiormente coinvolte in incidenti in itinere. Il 50% dei casi è mortale

Sarà perché hanno sempre mille cose per la testa. Sarà che magari già prima di uscire hanno già caricato una lavatrice, preparato il pranzo da lasciare nel microonde e imbastito la cena. Sarà che prima di andare al lavoro ci sono i bambini da accompagnare a scuola, o il cane a cui far fare pipì e che il tempo non basta mai. Sarà per tutti questi motivi, o per il fatto che ormai le strade sono più pericolose di un campo minato, ma le donne si fanno male soprattutto nel tragitto casa-lavoro.

Quasi la metà degli incidenti in itinere riguarda le lavoratrici, secondo i dati dell’Inail. Il 46,1% degli infortuni e il 50% dei casi mortali accade per strada, mentre sul totale degli infortuni solo uno su 4 è rosa (27,5%). Le mansioni «femminili» negli stabilimenti e nelle aziende sono di solito quelle meno a rischio infortuni, ed è per questo che nel 2007 solo un incidente su 4 (27,5%) avvenuto durante l’attività lavorativa ha riguardato una donna, anche se l’occupazione femminile in Italia corrisponde a quasi il 40% del totale.

«In soli dieci anni le donne che lavorano sono aumentate di 1 milione e 700mila, più degli uomini che hanno avuto un incremento pari a 1 milione e 300mila. Vale inoltre la pena di sottolineare che l’aumento dell’occupazione femminile ha riguardato soprattutto ruoli di maggiore responsabilità», dice Franco D’Amico, coordinatore generale della Consulenza statistico attuariale dell’Inail. Le donne sono più spesso impiegate nel terziario o nei servizi, e anche quando lavorano in settori a rischio come l’edilizia o la metallurgia, rivestono più spesso ruoli impiegatizi.

Diverso il discorso per le straniere: per quelle provenienti da Ucraina, Polonia ed Ecuador, che spesso lavorano come collaboratrici domestiche, si registrano le più alte percentuali di infortuni al femminile: nel settore dei servizi per la casa, 7 infortunate su 10 non sono italiane. «Il dato degli infortuni in itinere è particolarmente pesante – ha dichiarato il presidente dell’Inail Sartori – per questo stiamo pensando a qualche campagna di sensibilizzazione ad hoc. Stiamo studiando inoltre un’estensione della tutela per le casalinghe che oggi è ancora limitata».

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