Infezioni, lacci emostatici contaminati da batteri

I lacci emostatici sono tra i pochi strumenti non usa e getta dell'ospedale, ma uno studio ne ha rivelato la pericolosità

Ci sono, però, alcuni strumenti che l’ospedale utilizza tutti i giorni che non sono propriamente usa e getta perché, fino ad ora, considerati del tutto innocui per la salute e la sicurezza del paziente: i lacci emostatici.

È uso comune pensare che gli strumenti in un reparto ospedaliero siano personali per ciascun paziente e per questo motivo sicuri al 100%, asettici e privi di qualsiasi tipo di pericolo.

Il laccio emostatico è un dispositivo medico che serve a fermare il flusso sanguigno. Viene generalmente utilizzato durante un prelievo di sangue o durante interventi di primo o pronto soccorso estremamente urgenti per il trattamento di emorragie esterne. Questo tipo di strumento non è totalmente personale e non viene utilizzato solo per un paziente perché viene a contatto solo con la pelle e serve solo a “trovare la vena” ma anche questo può causare disturbi e minare la salute del prossimo.

Uno studio presentato al Congresso Europeo di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive (ECCMID) ad Amsterdam ha confermato questa tesi. A parlare Nádia Osório del Polytechnic Institute di Coimbra che ha analizzato 1500 tubicini di gomma alla ricerca di contaminazioni batteriche.

Il risultato è spaventoso, ben 200 lacci emostatici avevano vari batteri responsabili di infezioni cutanee o delle vie urinarie, alcune anche gravi. I batteri trovati si chiamano stafilococchi ‘coagulasi negativi’ ma anche Escherichia coli, Klebsiella spp, Pseudomonas spp, Acinetobacter baumannii, Stenotrophomonas maltophilia: una serie di pericoli veri e propri perché potenzialmente molto virulenti soprattutto su una persona già malata o debilitata.

Lo studio rivela una vera e propria pericolosità nel continuo utilizzo dello stesso strumento su più persone e di come esso può diventare il mezzo di contagio su infezioni sia lievi che gravi. Il livello di contaminazione batterica ha raggiunto il 70% dei tubicini di gomma in 15 dei 20 studi totali esaminati, un dato preoccupante che fa riflettere.

Il rischio è reale e confermato e l’obiettivo è solo uno: cercare di annientare la potenziale diffusione di microrganismi ed eventuali infezioni tra pazienti con lo stesso laccio emostatico.

Infezioni, lacci emostatici contaminati da batteri