“Se indossi il tanga non è stupro”: la sentenza indigna l’Irlanda

In Irlanda un uomo è stato assolto dall’accusa di stupro perché la sua vittima indossava un tanga: una cosa vergognosa

Sta facendo discutere e indignare una sentenza choc in Irlanda: uno stupratore non è stato condannato perché la sua vittima indossava il tanga.

Medioevo? No, Irlanda 2018. Sono molte le sentenze che purtroppo riguardano casi di stupro che fanno discutere e indignare. Avviene in tutto il mondo e la cosa che più fa arrabbiare è che al centro dei processi non sono mai gli uomini che violentano, ma le donne che sono state abusate. Viene chiesto loro cosa avevano bevuto, se erano ubriache, come erano vestite. Viene misurata la lunghezza delle loro parole, viene chiesto se hanno urlato o no, se hanno detto “no” in modo chiaro oppure sottovoce. Viene detto che “dovevano aspettarselo”, che “se la sono cercata”, perché che cosa pensavano al secondo gin tonic? Cosa si aspettavano? Solo un mal di testa il giorno dopo. Ecco cosa si aspettavano.

Adesso in Irlanda un uomo è stato assolto dal reato di violenza sessuale perché la donna che ha violentato indossava un tanga. Per la difesa la ragazza se l’era cercata perché indossava un perizoma di pizzo. E la sua tesi è stata accolta e lo stupratore assolto. Inutile dire che questo caso ha suscitato un’ondata d’indignazione in tutto il mondo. A Dork, dove è avvenuto il fatto, le donne sono scese in piazza per denunciare quanto successo. In Parlamento, la deputata Ruth Coppinger ha mostrato un tanga blu di pizzo scagliandosi contro la pratica di mortificare e incolpare le vittime per atti che sono compiuti solo ed esclusivamente da uomini. E da tutto il mondo stanno arrivando messaggi di solidarietà alla ragazza stuprata e che ha visto uscire il suo stupratore dall’aula del tribunale come se niente fosse.

La pratica di accendere i riflettori sul comportamento della donna invece che su quello dell’uomo, soprattutto nei tribunali, è una cosa che si sta cercando di denunciare e di cambiare. Purtroppo non è semplice, dato che spesso è proprio la matrice culturale a essere infetta. Basta guardare i social e i commenti sotto gli articoli che parlano di violenze: la maggior parte delle volte si punta il dito contro la donna e il suo comportamento. Ma come dice un vecchio slogan, non sono le donne a non dover indossare la minigonna. È l’uomo che non deve stuprare. Punto.

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