I vampiri esistono davvero, parola di psichiatra

I vampiri non esistono solo tra le pagine dei libri e sugli schermi di cinema e tv, in versione bel tenebroso sexy alla Robert Pattinson e colleghi. Esistono, ahimé, anche nel mondo reale, almeno stando a recenti e sanguinosi -nel vero senso della parola- fatti di cronaca, presi in esame dagli specialisti in quanto veri e propri casi psichiatrici. Sull’esistenza dei vampiri ad esempio può testimoniare  di persona Vedat Sar, medico del Dipartimento di Psichiatria dell’università di Istanbul, che ha scritto sul tema un articolo sulla rivista "Psychoterapy and Psychosomatics".

Ebbene, lo psichiatra riferisce il caso di un ventitreenne arrivato in clinica che da due anni soffriva di un particolare tipo di dipendenza: quello dal sangue umano. Il ragazzo soffriva di crisi durante le quali sentiva l’irrefrenabile bisogno di bere sangue. "Questo benché consideri tale comportamento assurdo", specifica lo psichiatra.
Un caso difficile, che il medico fa risalire a gravi eventi traumatici subiti dal giovane, come la malattia e la morte della figlia di quattro mesi, l’uccisione di suo zio di cui era stato testimone e un altro sanguinoso omicidio a cui lo sfortunato paziente aveva assistito. Da allora per il ventitreenne sono cominciati i guai: oltre al vampirismo anche perdite di memoria e la visione di un diabolico bimbo immaginario, molto somigliante a se stesso da piccolo, che lo incitava al suicidio e alla violenza.

"Casi analoghi di pazienti che bevono sangue umano sono riferiti in psichiatria fin dagli anni ’60, di solito associati a schizofrenia, psicopatie, ritardo mentale", chiarisce Sar, per chi ancora non credesse ai vampiri. "Nel ragazzo, invece, abbiamo potuto verificare che il vampirismo è correlato a un disturbo post-traumatico da stress associato a un disturbo dissociativo dell’identità".

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