I ristoranti più cari del mondo

Cucine in cui vivere un'esperienza culinaria, peccato che costi un botto

Ristoranti e cucine di grandi chef dove non si mangia soltanto ma si vive un’esperienza culinaria, peccato solo che costi un botto.
Ai loro tavoli il servizio è ricercato, il cibo non è mai banale, la cantina rifornita delle bottiglie più pregiate e il conto da capogiro: sono i ristoranti più cari del mondo secondo la classifica stilata da Forbes. Un elenco preciso è difficile da fare, dal momento che mentre in alcuni posti si può prenotare alla carta, in altri non esiste alternativa al menù degustazione. Senza contare le carte di acque, vini e alcolici in generale.

Tanto per farsi un’idea dei prezzi, stando alle guide Zagat, un pasto in media costa 79 dollari a Londra, 74 a Parigi, 70 dollari a Tokyo e 39 a New York. Se si considerano i 20 i ristoranti più cari il discorso cambia decisamente: Tokyo batte Londra per 205 dollari a 178, e si parla sempre di prezzi medi. Poi ci sono le eccezioni.

Al Masa, tempio del sushi da 26 posti al Time Warner Center di Manhattan, gestito dallo chef giapponese Masayoshi Takayama, non esiste un menù: qui si preferisce parlare di esperienza culinaria. Il prezzo per le 25 portate si aggira sui 400 dollari: è comprensivo di mancia ma non delle bevande (a quel punto i 24 dollari per il sake più caro non dovrebbero essere un problema) e in caso di cancellazione della prenotazione (obbligatoria) vengono comunque addebitati 150 dollari (caso mai qualcuno avesse solo voluto provare l’ebrezza). La palma spetta, pari merito quest’anno all’Aragawa di Tokyo, noto per le sue bistecche da 370 dollari, condite solo a mostarda e pepe ma massaggiate dai cuochi con la stessa cura delle ereditiere di Beverly Hills.

A L’Aperge di Parigi servono esclusivamente menù di degustazioni da centinaia di dollari: solo le entrées, ossia gli antipasti (ma non chiamateli così per carità), verrebbero tra i 40 e i 50 dollari. Il viaggio culinario all’Alinea (Chicago) si ferma a 195 dollari ma al The French Laundry di San Francisco il menù base sale a 240 dollari e a Las Vegas le 16 portate del Joel Robuchon arrivano a 360. Si spende poco meno per la cucina sperimentale di Ferran Adrià a El Bulli (aperto solo e mesi l’anno a Roses, in Spagna) mentre per le sette portate del Gordon Ramsay a Londra si pagano 224 dollari (l’hanno scorso erano poco più di 180): ha solo 13 tavoli, di cui 5 a due posti e va prenotato due mesi prima.

In Italia l’unico citato è La Pergola di Roma, diretto dallo chef Heinz Beck: il menu fisso con 9 assaggi, segnala la rivista, «arriva a 285 euro. Scegliete sei portate e scendete a 250 dollari». Rispetto all’anno scorso sono spariti, come del resto altri, il romano Alberto Ciarla – citato per i suoi sei tipi di pane – e il milanese Boeucc.

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