House of Cards, Robin Wright: “Voglio essere pagata come Kevin Spacey”

L'attrice rivendica la parità di di salario rispetto al suo collega maschio. E denuncia le ingiustizie di Hollywood

Robin Wright ha portato avanti la sua battaglia, chiedendo di essere pagata come Kevin Spacey per la serie House of Cards dove interpreta la first lady Claire Underwood, moglie di Frank, ossia il Presidente degli Stati Uniti (interpretato appunto da Spacey). E lo ha fatto davanti a un pubblico di attivisti e giornalisti.

L’attrice ha dichiarato che sono davvero poche le produzioni in cui i ruoli maschili e femminili hanno lo stesso peso e una di queste è appunto House of Cards. Eppure, ha dichiarato, Robin:

Mi sono ritrovata a pensare: “Voglio essere pagata la stessa cifra di Kevin”.

In effetti, nulla giustifica questa discriminazione di salari, dato che Robin Wright ha partecipato a 52 episodi, di alcuni ha curato anche la regia e appare insieme a Spacey come produttore esecutivo della serie. L’attrice ha portato avanti la battaglia, combattuta quotidianamente da molte donne “normali”, per la parità dei diritti che ancora manca e non certo per incapacità del gentil sesso. Nel caso specifico di House of Cards l’attrice ha sottolineato:

Stavo guardando le statistiche e il personaggio di Claire Underwood era più popolare persino di quello di Frank: lo è stato per un periodo di tempo. Così ho potuto sfruttare la cosa al meglio.

Secondo l’Huffington Post Kevin Spacey ha guadagnato circa 500.000 dollari per episodio per la serie andata in onda nel 2014, cifra arrivata a un milione sempre a puntata. Mentre Robin Wright ne ha presi 450.000 a episodio.

L’attrice avrebbe detto alla platea a cui si è rivolta che il suo potere contrattuale avrebbe risentito del fatto di aver avuto un figlio dall’ex marito, Sean Penn:

Poiché non potevo lavorare a tempo pieno, non ero in grado di mettere insieme un reddito decente. E se non riesci a farlo… con la notorietà, con il fatto di esserci, non fai più parte del gioco. Sei un’attrice di serie B. Non sei ‘materiale’ da box office. Non possiedi il valore che avresti avuto se avessi fatto quattro film in un anno come hanno fatto Nicole Kidman e Cate Blanchett mentre crescevano i propri figli. Adesso sto tornando in scena a 50 anni suonati.

La protesta di Robin si affianca a quella lanciata nel 2015 dalla star di Hunger Games, Jennifer Lawrence. La stessa cosa aveva fatto Patricia Arquette che, nel ricevere l’Oscar sempre quell’anno, utilizzò dure parole per chiedere più equità a Hollywood.

Il problema della parità salariale è molto sentito anche in Italia. Come ha ricordato anche il Papa. Secondo gli ultimi dati il 27% degli uomini può contare su uno stipendio tra i 1250 e i 1500 euro, contro il 10% delle donne; allo stesso tempo il 42% degli uomini laureati, dopo il diploma, guadagna tra i 1250 e i 1750 euro, contro il 28% delle donne.

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