Ha il tumore, non può adottare. Per i giudici deve aspettare almeno 5 anni

Una coppia di Torino si è vista rifiutare l'idoneità all'adozione perché lei è stata colpita da un tumore. Il caso fa discutere

Una coppia di Torino si è vista negare la domanda di idoneità all’adozione internazionale dal Tribunale per i minorenni, sentenza confermata dalla Corte d’Appello. Il motivo? Bianca, 42 anni, ha un carcinoma mammario, alla terza recidiva. Un caso che fa discutere come quello delle bimbe separate dai genitori affidatari.

In realtà non esiste una legge che vieti l’adozione a genitori malati. La scelta è stata dei giudici che hanno definito questo caso “particolarmente complesso”. La donna si ammala nel 2003. Il cancro ritorna nel 2011 ma con un andamento scarsamente aggressivo, tanto che le vengono tolti i tre giorni di permesso per le cure previsti dalla legge 104. Nel 2014 la coppia inizia l’iter per l’idoneità all’adozione. Tutto prosegue senza intoppi, ma a fermare la procedura è la malattia. Nel 2015 non sono passati 5 anni dalla sua ultima manifestazione.

La coppia contesta il periodo stabilito, perché la legge sulle adozioni non ne parla, perché è un criterio rigido “che non distingue tra una forma tumorale e l’altra né tra i tipi di tumore“. Poi viene contestato il fatto che l’aspettativa di vita dei genitori è un fattore troppo imprevedibile per essere assunto come “diritto del bambino”. A questo punto la Corte d’Appello si affida a un consulente tecnico che conclude:

Non possiamo nasconderci il rischio derivante da possibili effetti e complicazioni delle metastasi, a partire dal dolore, che renderebbero comunque difficile occuparsi di un minore

E concorda sul termine posto a 5 anni. Elisabetta Iannelli, vicepresidente dell’Aimac, associazione italiana malati di cancro è intervenuta sul caso, rimarcando la mancanza di una legge:

Ma cinque anni da cosa? Dalla prima diagnosi? Dal primo esame strumentale che accerta l’assenza di patologia?

L’avvocato Fabio Deorsola, esperto di diritto di famiglia che ha seguito casi analoghi, afferma che i tribunali decidono in modo diverso. Il termine di 5 anni è stato stabilito in base a delle statistiche sulla recidiva dei Organizzazione mondiale della sanità. E ribadisce che per un legislatore sarebbe difficile imporre dei paletti, perciò il giudice decide caso per caso.

 

Ha il tumore, non può adottare. Per i giudici deve aspettare almeno 5...