Gruppo Facebook di cervelli in fuga mostra il nepotismo e la malasanità

Il gruppo Facebook fondato dal fratello della ricercatrice suicidatasi il 30 dicembre perché lontana dalla famiglia ha superato i tremila utenti

Alcuni di voi ricorderanno la vicenda della chirurga e madre trettottenne Luana Ricca, il “cervello di rientro” dall’ospedale Paul Brousse di Villejuif in Francia, dopo avervi trascorso circa otto anni. Luana si è tolta la vita il 30 dicembre scorso, dopo essersi scontrata con l’impossibilità di sfruttare le proprie competenze nell’ospedale dell’Aquila, lavoro per il quale aveva vinto un concorso. In un’intervista rilasciata ad una nota trasmissione radiofonica, a febbraio 2014 Luana dichiarò: “Vado mendicando in Italia, per i reparti che dicono di fare la chirurgia in cui mi sono specializzata”. Nella stessa intervista, si autodefiniva “un cervello in esilio”.

Dopo la morte di Luana, il fratello trentaquattrenne Francesco ha scritto al ministro della sanità, Beatrice Lorenzin, ed ha fondato su Facebook il gruppo “Con e per Luana Ricca”. Attualmente il gruppo è arrivato a contare oltre tremila membri. Rispetto ad altri gruppi e pagine di Facebook nati per sostenere una causa o per ricordare una persona scomparsa, in cui non sono rari post il cui linguaggio offensivo denota la rabbia e lo sdegno degli utenti, il gruppo si contraddistingue per l’assoluta civiltà degli interventi. Grazie alla moderazione della pagina da parte di Francesco, non sono presenti messaggi con palesi insulti o accuse di reato contro “medici baroni” o il sistema di assunzione tramite concorso di posti pubblici, come quello che avrebbe dovuto occupare Luana.

La rabbia e lo sdegno degli utenti è comunque percepibile, sia per la vicenda di Luana, sia per le situazioni di altre persone che condividono una situazione simile a quella che ha portato la giovane al tragico gesto.

Gli scopi del gruppo sono chiari fin dal messaggio con cui si presenta al popolo di Facebook : “Affinché la morte di Luana non risulti vana, ma serva da monito per le centinaia o migliaia di casi del genere nella sanità italiana”. Oltre ai messaggi di sostegno, cordoglio e rabbia scritti dagli utenti sul gruppo, numerose sono anche le condivisioni di notizie di malasanità, nepotismo e corruzione raccolte dai quotidiani o dai siti di notizie.

Gli iscritti al gruppo sono molto attivi: non si limitano a leggere passivamente i contributi già pubblicati, ma arricchiscono la pagina di storie e considerazioni personali, che servono da spunto per ulteriori approfondimenti, e notizie legate al mondo della sanità e delle difficoltà di trovare un posto. Non mancano accuse al sistema sanitario, considerato poco meritocratico e nepotistico, a volte persino corrotto. Il gruppo ha suscitato l’interesse dei giornalisti della tv e della carta stampata abruzzese ed italiana in generale, che ultimamente ha dedicato ampio spazio al gruppo Facebook, intervistando a più riprese Francesco Ricca.

Immagini: Depositphotos

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