Undercut, pantaloni e stiletto: lo stile delle ministre di Renzi

Accantonati i facili parallelismi tra bunga bunga, cene eleganti e lo stile sobrio e assai contemporaneo delle otto ministre del governo appena insidiatosi, il neo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si ritrova le critiche (prevedibili) legate alle prime mosse da premier. In questo esecutivo rosa (in continuità con la segreteria), costituito da sedici ministri di cui la metà donne, fedelissime si alternano a outsider, esperte a esponenti del mondo dell’imprenditoria.

Una compagine nella compagine, una compagine al quadrato che ha già scatenato attività di ricerca e valutazione di conflitti di interesse e parenti prossimi. Iniziamo a conoscere le otto ministre designate da Renzi, molto contemporanee anche nelle scelte di immagine.

Per il ministero degli esteri l’ha spuntata, dopo molto discutere, la quarantenne, Federica Mogherini che ha giurato indosando dei pantaloni palazzo neri e . A Roberta Pinotti, già sottosegretario del governo Letta, è stata affidato un dicastero maschile, come quello della Difesa. Una scelta inaspettata, quasi inconsueta, è stata quella di indicare Maria Carmela Lanzetta al ministero degli Affari regionali. Ex sindaco di Monasterace, in Calabria, diventata nota al per le polemiche dimissioni, proprio da primo cittadino, contro un voto contrario alla sua decisione di costituirsi parte civile è stata inserita da Pippo Civati nel suo Pantheon.

Federica Guidi, modenese e imprenditrice ha indossato un tailleur e un taglio moderno, con undercut. A lei il Ministero dello Sviluppo Economico. Suo padre, Guidalberto, è stato per unn decennio vicepresidente di Confindustria e proprietario della Ducati Energia. In Confindustria è arrivata alla presidenza dei giovani imprenditori dal 2008 al 2011

Se per figure distanti all’interno del partito e non solo, Renzi ha ritagliato spazi (vedi anche alla conferma della Lorenzin e della Stefania Giannini) alle sue fedelissime ha affidato dei ruoli deicati che non mancheranno di suscitare attenzione.

Per la giovane avvocato, originaria di Montevarchi, Maria Elena Boschi l’incarico è assai centrale nella riuscita anche della strategia di immagine del premier: alla più giovane componente della compagine governativa è stato assegnato il ministero delle Riforme e i rapporti con il Parlamento. A differenza delle sue colleghe, più austere, si è presentata con un completo blu elettrico abbinato a plateau nude.

Grande animatrice della Leopolda, ha saputo mantenersi fedele alla linea Renzi. Nome invece non proprio nuovissimo è quello di Marianna Madia, Semplificazione e PA. Chi ha seguito le vicende veltroniane, non avrà dimenticato con quanta fermezza l’ex sindaco di Roma e uomo di vertice del Pd sostenne la giovane Marianna.

Da allora e nonostante alcune dichiarazioni che non giovarono alla sua immagine pubblica, la Madia (all’ottavo mese di gravidanza) è cresciuta e ad oggi ricopre un ruolo nella segreteria nazionale del Partito Democratico con il ruolo di responsabile per il lavoro.

Ruoli che dovrà conciliare, come tutte le donne impegnate su più fronti. Un ministro incinta, da questo punto di vista, è assai più significativo che una sequenza ininterrotta di dichiarazioni di intenti.

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