Gli italiani e la bicicletta: una passione che cresce sempre più

Sono quasi 5 milioni gli ex-automobilisti italiani che in dieci anni hanno abbandonato l’auto in favore della bicicletta per i loro spostamenti quotidiani, risolvendo in un colpo solo il problema del parcheggio, delle code nel traffico e del costo di benzina, assicurazione e bollo. Per non parlare dei benefici per la salute in termini di allenamento muscolare, miglioramento della circolazione e dimagrimento per il consumo di grasso in eccesso. 

Il trend è chiaro e soprattutto è in ascesa, soprattutto nelle città del Nord Italia, dove le piste ciclabili sono più numerose e la cultura della bicicletta è più sentita rispetto a molte regioni del Sud. 
Ma chissà se la "ciclosofia", col tempo, non attecchirà sempre più anche in tutta Italia, magari facendoci arrivare ai livelli di Manhattan a New York, dove il 77 per cento degli abitanti ha completamente abbandonato l’auto in favore della bicicletta, o come nei Paesi del Nord Europa, dove da decenni l’uso della bicicletta, nonostante il clima, predomina su quello dell’auto.
E in Italia è proprio nella nordica città di Bolzano che è avvenuto il sorpasso della bici sull’auto: gli spostamenti in bicicletta hanno superato quelli in automobile del 2 per cento (29 contro 27 per cento), grazie anche all’amministrazione comunale che ha realizzato oltre 50 chilometri di piste ciclabili. In ogni caso, non mancano star anche nostrane che danno il buon esempio, facendosi paparazzare volentieri in sella a una bici, senz’altro un mezzo più chic e amato dai fan rispetto a un SUV.
 
Quel che è certo è che l’elogio della bicicletta sta sempre più prendendo piede nella nostra cultura, a partire soprattutto dai cugini d’Oltralpe: dall’"Elogio della bicicletta" di Ivan Illich al "Piccolo elogio della bicicletta" di Eric Fottorino, giornalista di Le Monde, al "Piccolo trattato di ciclosofia" di Didier Tronchet, all’"Il bello della bicicletta" dell’etnologo Marc Augé, fino alle numerose e recenti guide al cicloturismo, è tutto un fiorire di titoli pro-bicicletta in libreria.

Perché, per dirla con Augé, "la bici può farci sognare la città utopica di domani, dove i trasporti pubblici e le biciclette saranno gli unici mezzi di trasporto e dove regneranno la pace, l’uguaglianza e l’aria buona, dove le esigenze dei ciclisti vinceranno sui poteri forti della politica. Ma prima di tutto, grazie alla bici potremo riprendere il contatto con la realtà, con il tempo e lo spazio ormai invasi dalla finzione e dal mondo delle immagini".
Basta cominciare a pedalare verso l’avvenire, con la speranza che tutto questo non rimanga solo un’utopia.

 

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