L’incubo stalking per Giada De Blanck: il suo drammatico racconto

E’ stata perseguitata da uno stalker. Ha patito, ha sofferto, ma ha trovato il coraggio di denunciare quanto accaduto alla magistratura e di affrontare un processo. Nulla di più sofferto, ma necessario. Per questo motivo, Giada De Blanck ha accettato di essere intervistata da Barbara D’Urso sulla sua drammatica esperienza, quattro mesi e di sedere ancora una volta, davanti alle telecamere per fornire la propria testimonianza.

"Proprio pochi giorni fa sei stata convocata per prendere parte al processo contro l’uomo che ti ha perseguitata" ha esordito la conduttrice di Pomeriggio Cinque. "Si, e ci tengo a ringraziarti perché dopo la mia ultima ospitata qui, ho ricevuto tantissime mail di persone rimaste vittima di questo stesso problema. Ho cercato di aiutare tutte le persone che mi hanno scritto, con tanto coraggio e senza vittimismo".

Tutto è iniziato con dei fiori, inviati alla giovane protagonista dell’Isola. "Ho trovato delle rose davanti casa", ha asserito la ragazza, interrotta dalla madre Patrizia: "Non erano solo delle rose! Era una lapide. Sembrava una composizione di pietre ma era una lapide!".

Giada ha raccontato, dopo quell’inizio inquietante, di essere stata pedinata e tormentata dal suo stalker: negli anni è diventato sempre più insistente e pericoloso, fino a recapitarle un video di una sorta di rito massonico registrato nella nebbia con riferimenti a una modella deceduta negli anni ’80.

Un incubo, quello vissuto da Giada, che ha avuto un risvolto inevitabile sotto il profilo giudiziario nonostante la ex concorrente del reality abbia speso parole importante a sostegno della necessità di seguire con cure e trattamenti appositi questi soggetti: "Bisogna aiutare la vittima, ma anche il carnefice, perché ha bisogno di un supporto psicologico".

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