Food sharing: contro lo spreco del cibo

In tempo di crisi non è più permesso sprecare nulla, tantomeno il cibo. Un valore antico da recuperare a tutti i costi anzi da condividere. E’ l’obiettivo che si è posto un gruppo di famiglie tedesche che ha decretato la lotta allo sperpero con un’iniziativa chiamata Food-sharing: la condivisione di alimenti freschi o cucinati che finirebbero in pattumiera perché non si riesce a consumarli.

E da Berlino questa lotta agli sprechi alimentari si è diffusa a macchia d’olio: Colonia, Monaco di Baviera, Amburgo, Weimar e altre città tedesche. E quando domanda e offerta sono diventate troppo numerose il passa parola si è trasferito online grazie a un sito – http://foodsharing.de – in cui chiunque può iscriversi e scambiare gli alimenti in esubero con quelli di cui ha necessità, oppure per offrire ad altri le proprie eccedenze alimentari.

Avete esagerato con la spesa e il frigo trabocca di yogurt, cioccolata o latte? Sono avanzate una valanga di prelibatezze dopo un matrimonio? Oppure sul tavolo trionfano formaggi, salumi e squisitezze varie nonostante la cena con gli amici sia finita da un pezzo.
Anche se state partendo per le vacanze e bisogna staccare il freezer colmo di ogni ben di dio, non dovrete più essere devastati dai sensi di colpa.

Basta rivolgersi a questa piattaforma, dove ognuno può mettere in "vetrina" tutto ciò che sa di non riuscire a consumare e che finirebbe buttato via, indicando la data di scadenza e il termine entro il quale può essere prelevato da chi è interessato.

Vale ovviamente un principio: "Non dare agli altri, quello che non mangeresti tu". Si chiede quindi a tutti gli iscritti, per i cibi freschi, il rispetto della catena del freddo, delle norme igienico-sanitarie e di conservazione.

L’iniziativa è aperta ai privati dotati di buona volontà, ma anche a produttori e commercianti di alimentari, categorie che hanno a che fare con grandi quantità di prodotti, destinati al macero. Si può diventare membri dell’associazione con pochi euro: 60 per i privati, 150 per le istituzioni.
Sul sito poi si spiega la filosofia in cifre.
Un panino su cinque finisce nell’immondizia, come una patata su due, come 500 mila tonnellate di cibo all’anno, in Germania.
E intanto un miliardo di persone soffre la fame e ogni 15 secondi un bambino malnutrito muore nel nostro pianeta.

Il Food-sharing “non è solo condividere il cibo con i bisognosi, ma con tutti. Dobbiamo superare l’imbarazzo e le inibizioni che ci impediscono di accettare cibo da altri”, spiega l’attivista Raphael Fellmer. Perché "condividere le eccedenze alimentari significa anche evitare lo spreco di risorse e la produzione di rifiuti.

Anche in Italia fioriscono progetti simili, come il Last Minute Market, un’iniziativa sociale dell’Università di Bologna – nata nel 1998 con a capo il prof. Andrea Segrè – che persegue l’obiettivo di quantificare gli sprechi alimentari nella grande distribuzione per riutilizzarli poi nei circuti della solidarietà.

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