Figlie d’arte alla riscossa

Tutte loro hanno un cognome pesante, alcune qualche quarto di nobiltà, altre solo un solido impero economico alle spalle: sono le nuove figlie di papà (o di mammà), che invece di vivere la loro esistenza tra palazzi dorati e opere di bene si buttano a capofitto nel mondo. E vogliono subito fama, carriera, potere. Partono già arrivate e non hanno bisogno di alcun colloquio di lavoro. Al contrario delle colleghe made in England, tutte fashion-party, droga e rock & roll, Barbara Berlusconi, le sorelle Borromeo, l’erede Mondadori e le altre non si accontentano di finire sulle copertine di gossip come icone di stile, ma vogliono contare di più.

E allora c’è Beatrice Borromeo che si butta sul giornalismo TV e riesce persino a mettere in crisi il direttore di Rai 2 con "un’intervista glaciale". C’è chi invece sfonda il muro dell’arte contemporanea con una nuova galleria a Milano, come hanno fatto la figlia del premier con l’amica Martina Mondadori in società con Nicolò Cardi (guarda caso dotato di papà celebre pure lui). Ma c’è persino chi cerca di fare le scarpe alla mamma: è il caso di Lucilla Bonaccorsi detta Scintilla, che con la sua grinta rischia di spodestare Luisa Beccaria dal suo trono in azienda. E poi c’è Margherita Missoni che negli States è di casa e compare su Vogue America a ogni sospiro, facendo risparmiare decine di migliaia di dollari di investimento pubblicitario ai cari parenti.

Apprezziamo lo sforzo delle fanciulle, che invece di godersi in panciolle il patrimonio avito si danno il loro bel da fare per emergere, anche se è ovvio che senza nome famoso il successo non sarebbe affatto garantito. In fondo solo un paio di generazioni fa le stesse ragazze si sarebbero dannate per trovare un marito all’altezza delle loro fortune, oggi invece le nuove ereditiere ballano da sole, per affermarsi non è indispensabile il buon matrimonio.
 

Figlie d’arte alla riscossa