Festival di Sanremo: top e flop della prima serata

L’eleganza di Madalina, la simpatia della Raffaele, l’impaccio di Garko. Ottimi Elton John e Pausini, meno i cantanti in gara. Tra cali di voce (Morgan) e di stile (Arisa)

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LE PAGELLE AI LOOK

Anche questa prima serata del Festival di sanremo 2016 è andata. Il ghiaccio è stato rotto, anche se è rimasta una sensazione di “freddura” generale: nessuna grande emozione, nessun picco a livello di  canzone o di intervento da parte dei conduttori e degli ospiti.

Gli ascolti sono di buon auspicio, con uno share del 49,5%. Eppure tutto è stato un po’ piatto e noioso, si può dire? La conduzione di Carlo Conti, minimalista e senza fronzoli (lontani i tempi dei monologhi iperbolici alla Bonolis), la presenza dei “vallettiGabriel Garko, ingessato e impacciato, e Madalina Ghenea, bellissima ed elegante nei suoi tre abiti (animalier, nero e argento) Alberta Ferretti, anche più spigliata di quello che si pensava. Ma che non va  – non può andare – oltre il mero ruolo di bella statuina.

L’unica che riesce a romperlo  un po’, questo ghiaccio, è Virginia Raffaele, che nelle vesti di Sabrina Ferilli infila qualche battuta riuscita. Ma anche lei, forse perché l’imitazione è una delle sue più conosciute e già viste, non riesce ad andare in profondità.

No comment  per il trio “Aldo, Giovanni e Giacomo” che per i 25 anni di carriera ripropone lo sketch più bollito del loro repertorio: quello del 1999 di “Pdor figlio di Khmer” (E della “Dea Berta, dalla gamba aperta…”).

Noiosette anche le canzoni in gara. Sanno tutte di “già sentito”: quella di Arisa sembra la copia delle ultime due presentate a Sanremo, Noemi appare sottotono, i Dear Jack risentono del cantante cambiato in corsa. E Morgan, completamente afono, rovina un brano stilisticamente bello e originale.

I migliori? Ruggeri, la classe non è acqua, e Rocco Hunt, che almeno riesce a svegliare il pubblico assopito (in sala e sul divano di casa).

A smuovere un po’ queste acque stagnanti ci pensano i due ospiti stranieri: il grande Elton John, cui bastano un piano e una voce strepitosa per regalare emozione e la “ruspante” Laura Pausini. Che quando parla è ancora la diciottenne emozionata e con la lingua felpata di Solarolo, quando canta è l’artista da Grammy.

Anche il look riflette il piattume generale: tanto nero (forse troppo. Sanremo è pur sempre la città dei fiori), tanto classico. In total black Noemi, Irene Fornaciari, Kasia Smutniak in Prada e Anna Foglietta.  Nessuno osa con stile e colore, e se lo fa, toppa. Come Arisa, che si è presentata con una maximaglia trasparante  con tulle finale e Debora Iurato, che sfida la sorte e la sfiga con un abito di velluto viola con inserti sulle spalle. Sono loro due ad aggiudicarsi il premio di peggio vestite della serata.

La migliore, inevitabilmente, Madalina Ghenea. Che se col primo abito della serata, un taffetà animalier, non convince tutti, con il secondo nero piumato, impreziosito da un collier meraviglioso e il terzo color argento, un po’ nude look, lascia senza fiato. E risveglia l’ormone maschile. Almeno quello.

Festival di Sanremo: top e flop della prima serata