“Facciamo un altro baby boom”: lo spot Chicco spopola ma fa discutere

Il nuovo spot Chicco incita al baby boom: “Anche quest'anno le notti possono diventare magiche: facciamolo per l’Italia, abbiamo bisogno di bambini!"

Il nuovo spot della Chicco sta facendo molto parlare e ha diviso nettamente l’Italia in due: da una parte chi l’ha trovato bellissimo, un “inno all’amore (e al sesso), dovunque e comunque”, dall’altra chi si è sentito ferito, giudicandolo ipocrita e scorretto.

Nello spot, facendo riferimento al fatto che quest’anno non si è potuta festeggiare l’Italia ai Mondiali come in passato, in particolare nel 1982 e 2006, anni in cui all’esplosione di gioia era seguito un innalzamento dell’indice di natalità, si chiede di fare comunque un altro “baby boom“. “Per l’Italia, perché abbiamo bisogno di bambini”.

2018, per la prima volta in 60 anni l’Italia non gioca il Mondiale. Una tragedia. La grande azzurra, conquistatrice di 4 mondiali, ogni goal, ogni urlo di allegria, ogni mondiale vinto per finire sempre col baby boom.

Una esplosione puntuale dell’indice di natalità, una pioggia di neonati che ci ha allagati di ottimismo, facendo dell’Italia una nazione straordinaria. Oggi però la realtà è diversa e la soluzione è ovvia: facciamo un altro baby boom!

Abbiamo bisogno di bambini: migliaia, milioni, trilioni di bambini che ci aiuteranno a crescere, portando l’Italia dove è giusto che stia.

Facciamolo per l’Italia, facciamolo tutti, l’uno con l’altro, sommiamoci, moltiplichiamoci fino all’infinito, facciamolo per amore o semplicemente per il piacere di farlo. Facciamolo dovunque, comunque sia, ma facciamolo. E facciamolo per l’Italia. Perché in questo mondiale, i goal per l’Italia li segniamo noi!

A molti lo spot è sembrato meraviglioso, ottimista, un “promuovere l’amore e il sesso comunque e dovunque”.

Altri, quelli che i figli non li possono avere, o che non possono permetterseli, per colpa di uno stato che li ha messi nell’impossibilità economica di farlo, è parso disonesto.

Giada Sundas, blogger e scrittrice emergente, nonché mamma di una bambina, ha commentato:

“E siamo ancora qui, nel 2018, a dire alle coppie come usare i loro organi riproduttivi. Ancora una volta a considerare i bambini come risorse economiche e non come esseri umani. L’ennesima occasione per far sentire in difetto chi figli non ne vuole, non può averne, non se li può permettere e ricordare loro che, per il paese, non servono a niente.
I figli nascono dal desiderio di genitorialita della coppia, non dalla necessità di contribuire alla crescita del paese. Si chiama famiglia, non colletta”.

La Chicco risponde: “Siamo consapevoli del problema, ma il calo delle nascite è un tema reale nel Paese. Parlare di bambini vuol dire parlare del futuro. Abbiamo semplicemente parlato di amore nella coppia e della gioia di diventare genitori”

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