Entro l’estate una linea telefonica per le lesbiche vittime di violenza

Aprirà a Bologna e sarà il primo sportello del genere in Italia.

Presto a Bologna aprirà il primo sportello telefonico anti-violenza in Italia rivolto alle lesbiche.

Si tratterà di un servizio che avrà il compiuto di aiutare le donne che subiscono violenze dalle proprie compagne, sia fisiche che psicologiche.

Un maltrattamento di cui si parla poco, definito un “tabù” dalla presidente di Arcilesbica Bologna, Carla Catena, intervistata da Repubblica.it: “Per anni abbiamo preferito mettere l’accento sulla parte positiva delle nostre relazioni, per rivendicare la legittimità, il diritto di esistere in quanto lesbiche”.

Un aspetto, insomma, poco attenzionato quando si parla di relazioni tra persone dello stesso sesso, che va affrontato con strutture come quella che sorgerà a Bologna: “È dal 2009 che lavoriamo a questo progetto – ha spiegato Carla Catena – tutto è nato dalle vite di donne che si sono presentate ai nostri sportelli per chiedere aiuto. Purtroppo la violenza attraversa tutta la società, anche all’interno delle relazioni same-sex”.

La Regione Emilia Romagna ha contribuito alla sportello con 8mila euro e ieri è stato pubblicato l’avviso del Comune di Bologna per ricercare due operatrici volontarie da formare.

Il percorso di formazione durerà 80 ore circa e sarà suddiviso in due parti: l’una con una psicologa per approfondire al meglio l’identità lesbica; l’altra sul riconoscimento della violenza in quanto tale e su quella nelle relazioni lesbiche.

Per candidarsi, si può inviare una e-mail, con curriculum vitae, all’indirizzo bologna@arcilesbica.it, completa anche di una lettera di motivazione. Non richiesta la laurea.

Il servizio consterà, quindi, di una linea telefonica dedicata, che dovrebbe aprire entro l’estate, già esistente fino a cinque anni ma chiusa per assenza di fondi.

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