Dal baratto allo swapping

L’ ultima tendenza è scambiare. Un trend da tempi di crisi, in cui è meglio non buttare via niente e rispolverare invece una vecchia usanza dei nostri nonni, che negli ultimi anni – in  cui lo spreco è stato il vessillo di una vita divertente e senza pensieri – è stata spesso dimenticata.

E’ arrivato  il momento di essere tutti più consapevoli e tornare a un metodo vecchio come il mondo, il baratto, così quando qualcosa non ci piace più o non ci serve, invece di regalarla o peggio ancora buttarla, meglio usarla come merce di scambio.

Riciclare quindi, per sentirsi eco sostenibili, dare una mano al pianeta e combattere l’emergenza rifiuti e perché no rinnovare il guardaroba.

Se il giubbino jeans color fucsia, il tubino rosa o il pareo animalier – per cui lo scorso anno avreste fatto a pugni con la vostra migliore amica – non sapete più neanche perché li desideravate e li guardate con aria disgustata, il baratto è il vostro futuro.

Nato in America, lo swapping si è diffuso anche nella vecchia Europa e non si limita solo al mondo dell’abbigliamento, ma va dallo scambio di case e di accessori fino al bookcrossing.

E c’è chi è riuscito a farlo diventare un lavoro, l’ultima è una mamma di Milano – Roberta Maglione – stanca a fine stagione di scarti di magliette, pantaloni, golfini o scarpette diventati troppo piccoli, ha avuto l’intuizione di creare un negozio per scambiare gli abiti per bambini. Ogni capo che arriva viene valutato in bottoni, che diventano poi la moneta di scambio. Come ci guadagna? Ogni transazione costa 5 euro. Bella idea.

Anche online i luoghi per barattare aumentano sempre di più, dallo scambio puro e semplice al riciclo di vecchi abiti rimessi a nuovo, basta trovare quello che fa al caso vostro e poi tuffarsi nel piacere dello scambio.

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