Dare le dimissioni

Queste situazioni sono spesso delicate: a meno che non ci attenda un lavoro da sogno sin dal giorno dopo, lasciare o perdere il proprio lavoro è sempre fonte di stress, di difficoltà o addirittura di seccature molto pesanti.

Dare le dimissioni
Per non avere preoccupazioni, fate le cose a regola d’arte (e, soprattutto, nel rispetto della legge):
 

  • Valutate bene le conseguenze della vostra scelta: dovete veramente essere sicure di voi stesse per lasciare un impiego di vostra spontanea volontà.
  • Annunciate il desiderio di lasciare l’azienda tramite una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Dire: "Se è così, io me ne vado!!!", servirà unicamente a farvi passare per irresponsabili.
  • Date un preavviso: anche se non c’è alcuna motivazione o contate i giorni che mancano a raggiungere i nuovi colleghi, dovete del tempo lavorativo al vostro vecchio datore di lavoro. Alcuni preferiscono trovare un compromesso piuttosto che avere una pecora nera nell’équipe.
  • Restate in buoni rapporti col vecchio capo e i colleghi: potreste avere bisogno di raccomandazioni da parte loro e sicuramente li incontrerete ancora sulla vostra strada.
    Congedarsi
    Tutto dipende dal modo in cui ve ne andate.

    1. Se siete obbligate a lasciare il posto (siete state licenziate, non vi viene rinnovato il periodo di prova, ecc.):

  • non prendetevela con i colleghi;
  • non cercate di far sentire in colpa il capo incatenandovi alla sedia girevole e iniziando uno sciopero della fame;
  • non approfittatene per fregare lo schedario dei clienti o per sabotare il sistema informatico.

2. Se date le dimissioni per trovare un posto molto più redditizio:

  • non trascorrete gli ultimi giorni a navigare su Internet o a limarvi le unghie. Aggiornate colui che darà seguito alle vostre pratiche, avvertite i clienti, svuotate la memoria del computer;
  • non prendete in giro i vostri colleghi vantandovi di essere riuscite a ottenere il lavoro ideale; ringraziate il capo per tutto ciò che ha fatto per voi (anche se vi ha fatto spazientire sin dal primo giorno).

Tratto da: Olivia Toia, "Le nuove regole del galateo", Morellini Editore

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