Covid, perché Omicron potrebbe segnare la fine della pandemia

Potrebbe essersi accesa una piccola speranza, la strada è ancora accidentata ma si inzia a vedere qualche possiblità per la fine della pandemia

A marzo saranno due anni che il mondo sta affrontando la pandemia da Covid – 19: era l’11 di quel mese quando l’Organizzazione mondiale della Sanità ha affermato che l’epidemia di Covid–19 poteva essere considerata una pandemia.

Ma potremmo essere vicini alla fine. A parlare di questa possibilità è stato il responsabile dell’Oms per l’Europa Hans Kluge, che ha impotizzato che entro marzo ci sarà un nuovo picco di casi, arrivando a raggiungere il contagio del 60 per cento dei cittadini europei. E dopo? Ci si potrebbe aspettare una fine della pandemia. Ovviamente non immediata, ma il lumicino della speranza potrebbe essere stato finalmente essere acceso.

Omicron, fine della pandemia in Europa?

La cautela è d’obbligo, e questi due anni ce lo hanno insegnato, per cui anche i termini con cui si è espresso il responsabile dell’Oms per l’Europa Hans Kluge si muovono in questa direzione. Infatti ha fatto sapere che con la varante Omicron, che stiamo vedendo essere particolarmente contagiosa, sia “plausibile si stia avviando alla fine della pandemia”. Questo analizzando i dati europei.

I perché Omicron potrebbe segnare la fine della pandemia potrebbero essere ricercati nel fatto che, nonostante questa variante sia molto contagiosa, lo sviluppo di forme gravi sia inferiore rispetto a quelle viste fino a oggi. Al tempo stesso la campagna di vaccinazione sembra essere una buona strategia per scongiurare le forme più problematiche del contagio.

Intanto anche la situazione mondiale mostra alti picchi di contagi. Ad esempio in Russia o in Nuova Zelanda, dove la primo ministro  Jacinda Ardern proprio per quasta ragione ha deciso di rinviare le nozze.

Quindi la pandemia da Covid – 19 non è ancora finita, ma sono emersi i primi segnali che potrebbero riaccendere la speranza.

Cautela è stata usata anche nelle parole dell’emissario speciale dell’Oms David Nabarro che ha ricordato che il percorso “è ancora accidentato per arrivare alla fine”.

Mantenendo sempre alta l’attenzione, bisognerà anche vedere cosa accadrà. Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha affermato, infatti, che con la crescita dei contagi da “Omicron a livello globale, è probabile che emergano nuove varianti”.

Covid, pandemico ed endemico

Tra i termini che hanno arricchito il vocabolario degli ultimi anni, oltre ad esempio a pandemia, c’è anche endemico.

Nelle ultime settimane queste parola è stata ripetuta più volte e da più fronti. La differenza tra virus pandemico ed endemico è molto netta. La pandemia è quella fase durante la quale un nuovo virus si trasmette da una persona all’altra e non è circoscrivibile a una piccola area, bensì si diffonde in zone molto vaste o più continenti del mondo. La trasmissione colpisce la maggior parte della popolazione.

Si considera, invece, una malattia endemica quando il virus è stabile e circola nella popolazione. Il numero dei casi può essere elevato, ma la distribuzione è uniforme nel corso del tempo.

Omicron sarà il passaggio tra una fase e l’altra? Molti stanno avanzando impotesi in questo senso, ma al momento l’unica cosa da fare è quella di seguire l’evoluzione del virus per vedere quali potranno essere i passaggi successivi.

Quindi il responsabile dell’Oms per l’Europa Hans Kluge ha spiegato che non bisogna abbassare la guardia, perché potrebbero presentarsi nuove varianti del Covid – 19. E intanto si potrebbe presupporre che Omicron stia traghettando l’Europa verso una nuova fase. Tra le varie possibilità anche quella della fine della pandemia.

Una prudente speranza, ma anche una grande attenzione a livello globale e al comportamento del virus e delle sue mutazioni.