Covid, chi può andare in palestra e in piscina e chi no

Il nuovo decreto anti Covid prevede l'accesso a piscine e palestre a partire dal 10 gennaio solo per chi possiede il Green Pass rafforzato

Si allunga l’elenco delle attività aperte al pubblico soggette a un maggiore controllo a causa dell’avanzata della variante Omicron. Non fanno eccezione le piscine e le palestre, due luoghi sotto l’attenzione del legislatore e citati nel nuovo decreto anti Covid approvato dal Consiglio dei ministri il 5 gennaio 2022 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale due giorni dopo.

Da lunedì 10 gennaio per avere accesso alle attività sportive e ricreative all’interno delle piscine e delle palestre occorre infatti esibire il Green Pass rafforzato.

Il Green Pass per i vaccinati e i guariti

La certificazione verde specifica necessaria per chi attualmente vuole frequentare piscine e palestre è quella rilasciata con la vaccinazione o la guarigione dal Covid: non basterà quindi esibire il risultato di un tampone negativo, molecolare o antigenico, per avere accesso a questo tipo di attività che comportano, come è evidente, un contatto stretto con altre persone che deve essere reso sicuro ai massimi livelli garantiti dalle attuali condizioni sanitarie.

La normativa, formulata in questo modo, è stata redatta per scongiurare, da un lato, nuove chiusure, che arrecherebbero un grave danno economico a questo tipo di attività che sono rimaste ferme nelle scorse stagioni per lunghi mesi, dall’altro, per consentire la ripresa delle attività sportive per i frequentatori di piscine e palestre, atleti professionisti e clienti ordinari, che sono nelle condizioni di portare avanti le proprie abitudini in totale sicurezza e tranquillità.

Green Pass rafforzato: dove è necessario e le sanzioni

Da lunedì 10 gennaio l’obbligo di possesso di Green Pass rafforzato è valido per avere accesso a piscine, centri natatori, impianti e comprensori sciistici, centri benessere, con regolamentazione anche per le aree all’aperto, campi sportivi deputati a sport di squadra e palestre, comprese di area docce e spogliatoi; alcune eccezioni valgono per i centri termali legati ad attività terapeutiche e riabilitative.

Fino al 31 marzo, salvo proroghe, i gestori di tali attività sono tenuti al controllo della certificazione verde delle persone che vorranno fare accesso: sia per mancato controllo che mancata esibizione di Green Pass, la sanzione può avere un valore compreso tra i 400 e i 1.000 euro.

Obbligo vaccinale per gli over 50 fino a giugno

Le vaccinazioni, o meglio, l’obbligo vaccinale, sono il vero punto su cui il decreto insiste per limitare al massimo le attività delle persone che non sono in regola con le somministrazioni del siero, l’unico argine alla diffusione della variante Omicron, responsabile dell’incremento del numero di malati nel nostro Paese e non solo. Non solo palestre e piscine ma anche ristoranti, cinema e teatri, musei, stadi e mezzi pubblici, dagli autobus ai treni, sagre e fiere, feste e cerimonie religiose, negozi, nonché il lavoro: la certificazione verde di tipo rafforzato sarà requisito imprescindibile per l’accesso a tutti questi spazi, pubblici e privati.

Lo scenario è quindi quello di un mini lockdown per chi non ha ancora provveduto alla vaccinazione che è obbligatoria per tutti gli over 50 italiani o stranieri residenti in Italia, fino al prossimo 15 giugno 2022, data in cui termina l’obbligo vaccinale. Lo stato di emergenza in Italia è invece attivo fino al 31 marzo 2022.

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