Contro la violenza sulle donne

Era il 25 novembre del 1960 quando nella Repubblica Dominicana le sorelle Patria Mercedes Mirabal, María Argentina Minerva Mirabal e Antonia María Teresa Mirabal, attiviste politiche, avevano deciso di andare a trovare i loro mariti in prigione. Non sarebbero mai arrivate a destinazione: bloccate sulla strada da sicari dell’allora dittatore Rafaél Trujillo, furono torturate e assassinate.
L’evento,  da cui nacque una reazione che portò l’anno dopo alla caduta e alla morte del dittatore, ebbe grande eco internazionale e venne ricordato nel 1999, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite stabiliì la ricorrenza del 25 novembre di ogni anno come «Giornata internazionale per fermare la violenza contro la donna».
Non che si tratti di un’occasione di festeggiamento: tutt’altro. Nel mondo sono ancora milioni le donne che vengono uccise, perseguitate, violentate e sottomesse.

L’Istat ha stimato nel 2006 che in Italia 6 milioni 743 mila donne, più di una su tre (il 31,9%) tra i 16 e i 70 anni è stata vittima di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. In particolare, 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%). Il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner.

Tra le violenze fisiche la più frequente è l’essere spinta, strattonata, afferrata, l’avere avuto storto un braccio o i capelli tirati (56,7%), l’essere minacciata di essere colpita (52,0%), schiaffeggiata, presa a calci, pugni o morsi (36,1%). Infine non mancano l’uso o la minaccia di usare pistola o coltelli (8,1%) o il tentativo di strangolamento o soffocamento e ustione (5,3%).
Tra tutte le forme di violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, ovvero l’essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l’aver avuto rapporti sessuali non desiderati vissuti come violenza (19,0%), il tentato stupro (14,0%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%).
Rientrano nella casistica delle violenze sulle donne anche:
la violenza domestica, che ha provocato ferite quasi per un terzo dei casi (ma solo meno di una donna su 5  considera la violenza subita in famiglia un reato),
– i comportamenti persecutori (stalking), soprattutto ad opera del partner al momento della separazione o successivamente ad essa: in particolare il 68,5% dei partner ha cercato insistentemente di parlare con la donna contro la sua volontà, il 61,8% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarla, il 57% l’ha aspettata fuori casa o a scuola o al lavoro, il 55,4% le ha inviato messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati, il 40,8% l’ha seguita o spiata e l’11% ha adottato altre strategie.
– la violenza psicologica, anche questa subita  soprattutto dal partner, che consiste in isolamento o tentativo di isolamento (46,7%), controllo (40,7%), violenza economica, (30,7%), svalorizzazione (23,8%), intimidazioni (7,8%)
I dati, invece di migliorare col tempo, in Italia peggiorano: un’indagine ancora più recente, condotta sempre dall’Istat tra il 2008 e il 2009, ha evidenziato che circa la metà delle donne tra i 14 e i 65 anni (10 milioni 485 mila, il 51,8 %) hanno subito nell’arco della loro vita ricatti sessuali sul lavoro o molestie in senso lato come pedinamento, esibizionismo, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche.

Oltre agli organismi e ai governi nazionali e internazionali occorre soprattutto sensibilizzare le donne stesse: in Italia infatti quasi sempre le violenze non sono denunciate, tanto che il sommerso raggiunge il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle del  partner. Anche quasi tutti gli stupri non vengono denunciati (91,6%), mentre molte donne addirittura non parlano con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner).

Contro la violenza sulle donne

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Contro la violenza sulle donne