Compagni in gita, ragazzo autistico lasciato in classe. Il web si indigna

Giulio non è potuto andare in gita con i suoi compagni di scuola perché autistico. E la famiglia no è nemmeno stata avvertita

L’Italia, si sa, è uno strano Paese. Un Paese in cui si è tutti bravi a parlare, ma quando si tratta di passare ai fatti, purtroppo non sempre si è così “duri e puri”. Lo dimostra quanto è successo in una scuola di Livorno, dove un ragazzo autistico è stato lasciato a casa dalla gita scolastica. E, oltre il danno, la beffa, senza nemmeno che i suoi genitori venissero avvertiti. Giulio, questo il nome del ragazzo, si è recato regolarmente a scuola e ha trovato, ahimè, la sua classe vuota. I suoi compagni lo avevano lasciato a casa.

Il web, indignato, si è scatenato contro questa ingiustizia e ha lanciato l’hashtag #iosonogiulio. Una trasmissione mattutina sulle reti nazionali si è occupata del caso. E’ intervenuto perfino Renzi scusandosi con i genitori per l’accaduto: “Mandiamo un abbraccio a Giulio e a tutte le persone che vivono sulla propria pelle la sofferenza dell’ingiustizia”, ha detto il presidente del Consiglio. Ma il fatto rimane: Giulio avrebbe voluto essere con i suoi compagni, all’aria aperta, a divertirsi…. E invece non c’era.

“La mia classe oggi è in gita, io no… Nessuno ha avvisato la mia famiglia quindi sono andato a scuola regolarmente e mi sono trovato solo“. E’ il messaggio scritto su Facebook da Giulio, che ha 14 anni. La scuola si difende: “E’ stato un equivoco”. Ma non basta a placare l’indignazione.

Peccato mi sarebbe piaciuto molto passare una giornata all’aria aperta, con i miei compagni, in pullman, mi piace tanto il pullman… Ma qualcuno ha deciso che questa giornata non era adatta per me. Ci sono rimasto molto male. Avrei potuto essere felice oggi… Invece…”. Questo è il resto del messaggio attribuito a Giulio. Un post che, come detto, ha scatenato molte reazioni.

La scuola, dal canto suo, prova a fermare, con scarsi risultati, l’ondata di indignazione. Dapprima parla di errore di comunicazione. Poi chiarisce, come riporta il Corriere della Sera: “E’ stato sempre fatto tutto in accordo con la famiglia del bimbo”.

La mamma del 14enne, però, racconta tutta un’altra storia: “La scuola ha deciso per me e per mio figlio ed è inammissibile. Mi hanno detto la mattina stessa che Giulio sarebbe stato da solo in classe perché i suoi compagni erano in gita”.

Fortunatamente esistono persone come Mario Ciummei, che tempo fa regalò, per il suo compleanno, una vacanza a un gruppo di ragazzi autistici. Come sempre, il buon senso arriva dai privati ma latita completamente nelle istituzioni.

 

 

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