Colesterolo cattivo, nuove regole più severe sui livelli di rischio

Recenti studi dimostrano che è necessario mantenere i valori al di sotto di 100 per proteggersi dalle malattie cardiache. E il colesterolo buono non porta benefici

Regole sempre più severe sui livelli del colesterolo. Importanti novità arrivano sul controllo dei valori per tutelarsi dal pericolo infarto. Il colesterolo cattivo (LDL) deve sempre essere al di sotto dei 100 mg/dl o di 70 mg/dl per le persone ad alto rischio. Se nel 2016 la raccomandazione dei medici è stata di abbassare i livelli sotto il 100 solo per le persone ad alto rischio, ora questo limite è imposto a tutti per evitare di esporsi a malattie cardiocircolatorie.

È quanto comunicato da Alberico Catapano, professore ordinario all’Università di Milano, in occasione del XI Congresso annuale della Società Italiana di Terapia clinica e sperimentale (SITeCS)e del Congresso regionale lombardo della Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA). Spiega l’esperto:

Contrariamente a quanto si credeva fino ad oggi, il colesterolo LDL può essere portato a livelli veramente bassi, soprattutto per chi ha un rischio cardiovascolare elevato: scendere a valori sotto i 50mg/dl porta a benefici cardiovascolari ulteriori senza alcun effetto avverso identificabile.

Un’altra importante novità riguarda invece il colesterolo buono  (HDL). Aumentarne i livelli non porterebbe alcun beneficio, in quanto sarebbe un indicatore neutro. Chiarisce Catapano:

I risultati recenti di studi pubblicati sulle riviste scientifiche New England Journal of Medicine e Jama a fine agosto 2017 concludono che l’HDL è un indicatore neutro, e aumentarlo non apporta reali benefici. I benefici fin qui identificati derivano da osservazioni epidemiologiche che non tengono conto di altre variabili, quali ad esempio l’alimentazione corretta.

In Italia soffrono di colesterolo alto 12 milioni di persone, circa il 20% della popolazione del nostro Paese.

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