Cibo: ogni famiglia butta nel cassonetto 350 euro all’anno

I dati relativi al cibo sprecato in Italia indicano chiaramente che le responsabilità maggiori sono imputabili alle cattive abitudini alimentari delle famiglie italiane

I dati relativi al cibo sprecato in Italia sono impressionanti: ogni anno, le famiglie italiane gettano nel cassonetto ben 348 euro di alimenti, l’equivalente di 13 miliardi di euro. Secondo Waste Watcher, l’osservatorio nazionale sullo spreco dell’Università di Bologna, il valore dello sperpero alimentare sfiora i 18 miliardi di euro.

Questi sono i dati relativi al rapporto 2015 sul cibo sprecato, che ha analizzato le abitudini alimentari delle famiglie tramite la registrazione quotidiana delle quantità di alimenti gettati ad ogni pasto. Tale procedura, ha dimostrato che le quantità di cibo realmente sprecato in ambito domestico, sono maggiori del 50% rispetto a quanto percepito dalle famiglie e dichiarato nei sondaggi.

Infatti, nel rapporto relativo ai dati del 2014, il valore dello spreco era stimato in 8,1 miliardi di euro. Dall’analisi dei dati, emerge che i privati cittadini rappresentano i maggiori responsabili dello spreco di cibo: circa il 43% degli alimenti vengono infatti gettati via in ambito domestico.

Il record negativo spetta alle Isole, dove le famiglie arrivano buttare nell’immondizia 7,4 euro di cibo ogni settimana. Al Centro invece, lo spreco ammonta a 7,2 euro, mentre al Sud si attesta sui 6,8 euro a settimana. Il Nord Ovest ed il Nord Est risultano le zone più virtuose del Paese, con cifre rispettive di 6,3 e 6,1 euro.

Le ragioni degli sprechi sono le più varie: si invocano errori di calcolo negli acquisti, evidenziando il fatto che le confezioni degli alimenti sono troppo grandi rispetto alle reali esigenze. Spesso gli sprechi sono dovuti ad errate abitudini alimentari e ad acquisti superiori alle necessità, oppure si acquista troppo, per timore di non avere scorte sufficienti.

Fortunatamente, seguendo l’esempio francese, anche l’Italia ha in via di approvazione una legge di contrasto allo spreco alimentare, al fine di favorire un utilizzo consapevole delle risorse ed il recupero del cibo sprecato. Sono però necessarie campagne di sensibilizzazione volte alla prevenzione dello sperpero alimentare a livello domestico, poiché il cibo sprecato, non più recuperabile, è destinato ad alimentare i costi di smaltimento dei rifiuti.

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