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“Chiamami col tuo nome”: dalla provincia lombarda fino alla Notte degli Oscar

Scopri il nuovo successo di Luca Guadagnino

Quanto è lunga la strada che porta da Moscazzano, comune di ottocento abitanti in provincia di Cremona, fino alle porte di Hollywood? In linea d’aria sono più o meno 9.700 chilometri, in realtà il percorso è stato tutt’altro che lineare ed è durato oltre un anno, il tempo impiegato da Luca Guadagnino per portare Chiamami col tuo nome dalla provincia lombarda fino alla Notte degli Oscar dove il film era candidato a quattro statuette e dove ne ha vinta una, quella per la miglior sceneggiatura non originale. Tra questi due estremi, in mezzo ci sono state la presentazione al Sundance, poi gli applausi al Festival di Berlino, gli elogi di pubblico e critica, nonché l’endorsement di registi come Paul Thomas Anderson e Pedro Almodóvar.

«E ad oggi Chiamami col tuo nome ha vinto cinquanta premi ed ottenuto oltre cento nomination», aveva confessato Guadagnino, «un risultato incredibile che condivido con la troupe e con il gruppo di attori. È stato un percorso semplice e minimale e avere raggiunto questo risultato significa che la passione e l’inaspettato spesso vanno di pari passo». E pensare che “Chiamami col tuo nome” era partito come un piccolo film indipendente, adattamento firmato da James Ivory dell’omonimo romanzo di André Aciman, pubblicato in Italia da Guanda. Ambientato nel 1983 in una cittadina lombarda, il film racconta la nascita dell’amore tra Elio (Timothée Chalamet), musicista diciassettenne, ed Oliver (Armie Hammer), studente americano poco più grande.

Un racconto di formazione, di crescita e scoperta, che oltre ad essere diventato uno dei titoli chiave della stagione ha anche lanciato in orbita un nuovo divo: Timothée Chalamet, attore americano classe 1995, di recente salito alla ribalta anche per gli apprezzamenti di Jennifer Lawrence, che oltre alla nomination all’Oscar in pochi mesi ha anche raggiunto lo status di divo, con migliaia di fan su Instagram e Twitter e una filmografia che si è improvvisamente accesa dopo le chiamate di Woody Allen e Scott Cooper. «Ma come avrei potuto dire di no a “Chiamami col tuo nome?”» ci aveva spiegato, «È un autentico miracolo che un attore alle prime armi trovi un progetto del genere. Guadagnino? Una figura fondamentale, ma prima di girare già lo conoscevo, perché avevo amato alla follia il suo “A Bigger Splash”».

In collaborazione con CHILI Cinema

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