Chi è Hillary Clinton, prima candidata donna alle presidenziali nella storia degli USA

Hillary Clinton è la prima candidata donna a concorrere alle presidenziali degli Stati Uniti d'America in 240 anni di storia USA

Ci siamo accorti veramente della sua esistenza durante lo scandalo legato a Monica Lewinsky. Prima Hillary Clinton era solo “la moglie del Presidente”. Ma il modo in cui è riuscita a sostenere Bill dopo lo scandalo, a stargli vicino, a recitare il suo ruolo di First Lady fino in fondo, ha davvero impressionato tutti.

Oggi capiamo che la sua strategia era lungimirante. Oggi che serie Tv come House of Cards o The Good Wife ci spiegano meglio come funziona davvero il dietro le quinte del potere targato USA.

Il disegno di Hillary era ben preciso e alla fine ce l’ha fatta. Con lavoro, impegno ma soprattutto tanta, tantissima pazienza, passo dopo passo è arrivata a essere la prima donna, in 240 anni di storia USA, a essere in lizza per il posto di Presidente degli Stati Uniti d’America.

Ma vediamo da dove arriva questa donna dalle mille risorse, che ha saputo risollevarsi – e a testa alta – dopo una caduta che avrebbe spiazzato chiunque.

Hillary Diane Rodham è nata a Chicago il 26 ottobre 1947. Prima di intraprendere l’attività politica, ha esercitato la professione di avvocato e docente di diritto penale, diventando la prima donna a essere ammessa come socio nel “Rose Law Firm”, uno degli studi legali più antichi degli Stati Uniti; ha inoltre fatto parte dei consigli d’amministrazione delle multinazionali Walmart e Lafarge.

È sposata con Bill Clinton dal 1975; a seguito dell’elezione del marito alla carica di presidente degli Stati Uniti d’America, è stata first lady dal 1993 al 2001. Successivamente prestò servizio per otto anni come senatrice in rappresentanza dello Stato di New York (2001-2009), venendo eletta per il suo primo mandato mentre era ancora first lady e diventando quindi la prima moglie di un presidente a ricoprire una carica elettiva. Durante la sua permanenza al Congresso, sostenne apertamente l’intervento armato in Afghanistan e in Iraq, ma in un secondo momento criticò la gestione delle operazioni militari da parte dell’amministrazione di George W. Bush.

Nel 1998, la relazione dei coniugi Clinton divenne l’oggetto di un gran numero di speculazioni e dicerie come risultato dello scandalo Lewinsky, quando l’allora Presidente Clinton ebbe una relazione extra-coniugale con una stagista della Casa Bianca, Monica Lewinsky.

Sexgate fu il termine coniato dai media statunitensi, ispirandosi a Watergate, per indicare lo scandalo politico-sessuale, che coinvolse il Presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton durante il suo secondo mandato. Nel 1995, Monica Lewinsky iniziò una relazione con Clinton. La donna ne rivelò i dettagli a una sua amica, Linda Tripp, che lavorava al Dipartimento della Difesa e registrava le telefonate con la Lewinsky. Quando, nel 1998, scoppiò il caso Paula Jones (dal nome della giornalista che accusò Clinton di molestie sessuali nel periodo in cui il presidente era governatore dell’Arkansas), la Tripp decise di consegnare i nastri delle telefonate al giudice Kenneth Starr, che indagò sui comportamenti del presidente.

Scoppiò lo scandalo, che ebbe risonanza mondiale, e portò la Camera dei Rappresentanti a sfiduciare Clinton per aver mentito sulla presunta relazione. I repubblicani tentarono di avviare la procedura di impeachment contro il presidente, ma lo scandalo cessò nell’agosto del 1998, con un intervento televisivo di Clinton, che ammise di aver mentito sull’intera vicenda.

In tutto questo periodo Hillary rimase a fianco del marito e non mostrò mai segni di cedimento nei suoi confronti. Affermando in seguito di essere stata ingannata dalle iniziali affermazioni del marito, secondo il quale non vi era stata alcuna relazione, Hillary Clinton disse all’epoca che le accuse contro il marito erano il risultato di una “grande cospirazione dell’ala destra (del congresso)”. Dopo che l’evidenza degli incontri tra Clinton e la Lewinsky divenne inconfutabile, la signora Clinton affermò risolutamente che il suo matrimonio continuava solido. In seguito, in entrambe le autobiografie dei coniugi Clinton è detto che le rivelazioni sul caso Lewinsky costituirono un momento molto doloroso durante il loro matrimonio.

Durante la maggior parte della propria carriera politica, l’ex-presidente statunitense Clinton fu perseguitato dalle voci su una relazione extra-coniugale, le quali acquisirono maggiore credibilità durante lo scandalo Lewinsky. Nella sua autobiografia, l’ex-Presidente confermò una “relazione che non avrei dovuto avere” con Gennifer Flowers, una cantante lounge dell’Arkansas. Queste rivelazioni e indiscrezioni finirono in un insieme di reazioni pubbliche riguardanti la first lady.

Alcune donne ammiravano la sua determinazione e la sua disinvoltura nella resa pubblica di fatti privati, altre simpatizzavano con lei nell’essere vittima dell’atteggiamento insensibile del marito, altre la criticavano per essere complice nel consentire le indiscrezioni riguardanti il marito dovutamente al fatto di non richiedere il divorzio. Nel suo libro Living History, la Clinton spiega come l’amore sia la ragione che la porta a rimanere con il marito. “Nessuno mi capisce meglio e nessuno mi fa ridere come lo fa Bill. Anche dopo tutti questi anni, lui è ancora la persona più interessante, energica e piena di vita che ho mai conosciuto. Bill e io abbiamo iniziato un discorso nella primavera del 1971, e più di trenta anni dopo non lo abbiamo ancora terminato”.

Quando l’ex presidente ebbe la necessità di affrontare una immediata operazione al cuore nell’ottobre 2004, la Clinton, senatore junior dello Stato di New York, cancellò i suoi impegni pubblici per essere al fianco del marito presso il Centro Medico della Columbia University dell’Ospedale Presbiteriano di New York.

Nel gennaio del 2007, Hillary annunciò la sua candidatura alle elezioni primarie del proprio partito in previsione delle consultazioni presidenziali dell’anno successivo; malgrado i sondaggi della vigilia la vedessero largamente favorita, dopo un aspro confronto fu sconfitta a sorpresa dal senatore Barack Obama, conseguendo tuttavia il maggior numero di suffragi popolari – quasi 18 milioni – nella storia delle primarie statunitensi. La senatrice annunciò in seguito il proprio appoggio nei confronti di Obama, che fu eletto presidente.

Hillary Clinton svolse le funzioni di Segretario di Stato fra il gennaio del 2009 e il febbraio del 2013; rinunciò all’incarico al termine del primo mandato presidenziale di Obama, venendo sostituita da John Kerry.

Il 12 aprile 2015 ha reso nota l’intenzione di candidarsi alle primarie del Partito Democratico in previsione delle elezioni presidenziali del 2016.

Il resto è storia di questi giorni: a poche ore dal voto in California e in New Jersey, viene dato l’annuncio. Hillary Clinton ha vinto la nomination del partito democratico superando, per la Cnn e l’Associated Press, la fatidica soglia di 2.383 delegati. “Secondo le news, siamo sull’orlo di una momento storico, senza precedenti”, ha esultato l’ex first lady durante un comizio in California, poche ore prima del Supermartedì di primarie che riguarda anche il Golden State e assegna 500 delegati. Hillary è il primo candidato donna alla Casa Bianca in 240 anni di storia Usa.

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