Carla Gozzi: “Ragazze, non vestitevi mai così”

Da Mamma sei 2 much alla nuova edizione di Shopping Night, la signora dello stile si racconta. E svela un lato inedito

Sempre impeccabile e femminile, Carla Gozzi è una vera icona di stile. Diventata nota al grande pubblico con la trasmissione Ma come ti vesti, ora è in tv con Mamma sei 2 much (in onda il sabato su Real Time alle 13:50), che la vede impegnata a rimediare agli errori e orrori di stile di madri e figlie. Dal 12 maggio la vediamo invece nella nuova attesissima edizione di Shopping Night, che quest’anno torna in versione itinerante: Carla ed Enzo Miccio gireranno per l’Italia, da Milano a Padova, da Firenze a Palermo passando per Roma per scovare la “Shopping Star” di ciascuna città (appuntamento il martedì alle 23:05). I concorrenti passeranno da 3 a 4: a sfidarsi ci saranno quattro fashion victim, l’ultimo dei quali scelto dai fan sul sito ufficiale http://www.realtimetv.it. E quest’anno potrebbe esserci anche un concorrente maschio. La intervistiamo durante una pausa tra una ripresa e l’altra. Abituate a vederla in tv, sempre a modo ma un po’ cattivella, Carla ci spiazza: è gentilissima, disponibile e  molto simpatica. Buon sangue emiliano non mente. Ma non nominatele mai il mollettone per capelli, che su di lei ha lo stesso effetto dell’aglio per i vampiri.

In Mamma sei 2 much qual è il “reato” più grave, la trascuratezza delle figlie o l’esagerazione delle madri?
Direi che l’errore più grande è quello delle madri! Le figlie hanno tempo davanti a loro per rimediare, le mamme invece hanno meno decenni ma soprattutto hanno un ruolo importante. Non mi sembra proprio il caso di entrare in competizione con le figlie o voler essere sempre in prima linea.

È normale ci sia conflitto a quell’età…
È normale, soprattutto quando si parla di figli adolescenti e si verifica quel distacco dalla madre. La ragazza cerca di prendere confidenza di sé e c’è un rifiuto nei confronti di quello che rappresenta la figura genitoriale. Per questo la mamma deve giocarsi bene questo momento.

E tu Carla, che figlia adolescente sei stata?
Ero una figlia un po’ noiosetta. Non ho mai peccato di trasandatezza ma ero troppo bon ton e misurata anche quando ero molto giovane. Non osavo mai. Di contro mia mamma era più eccentrica e colorata, fantasiosa ma non estrema. Anche oggi che ha 80 anni continua a essere divertente, carina, elegante. E io continuo a essere per lei la noiosetta della famiglia. Scherziamo molto su questa cosa.

Oggi sei un’icona, ma in passato avrai fatto anche tu degli errori di stile. O no?
Probabilmente quando ero ragazzina avrò fatto qualche errore giocando con i volumi sbagliati o non azzeccando i colori giusti. Mi ricordo i primi hot pants ad esempio. Ma dopo la post adolescenza no, sono diventata misurata nelle mie scente di stile.

Hai capito fin da subito che quello del fashion era il tuo mondo?
In realtà no, da piccolina non ne avevo la minima idea. Qualcosa è cambiato mentre frequentavo il collegio: vedevo tutte queste divise scure e il mio timore era quello di vivere in un ambiente un po’ triste. E mi chiedevo “Come potrebbe essere se fosse tutto più colorato, più personale?”. È stato lì che ho capito che c’erano diversi strumenti per esprimere se stessi, uno tra tutti l’abbigliamento. Mi ha incuriosito inizialmente l’aspetto legato all’attitudine, quello che ci spinge a vestirsi in un modo piuttosto che in un altro. Dopo mi sono inamorata della moda, ma c’è voluto del tempo. Per capirci, non ero la classica bambina che si divertiva a vestire le bambole e cucire vestitini, ero una grande sportiva, facevo nuoto agonistico, ero dinamica e un po’ maschiaccio.

Ci viene un po’ difficile immaginarti “maschiaccio”
(ride, ndr) Effettivamente a vedermi ora sì, lo è!

Il tuo blog è molto seguito, ma tu cosa leggi in Rete?
Per lavoro tengo sempre d’occhio i vari Bazaar e Vogue, i blog come Sartorialist e Grand Soirée. Tendenzialmente guardo più siti esteri che italiani perché mi danno una visione più ampia e mi sono d’aiuto nei periodi in cui non riesco a viaggiare e andare a caccia di nuove tendenze.

Ci sveli come avviene la ricerca dei trend nel tuo lavoro di style coach?
In ogni città, e questo vale anche per Milano, ci sono degli stili riconoscibili. Poi esistono delle zone in cui si trovano boutique e negozi particolari, unici. Questa cosa si vive molto in città come Berlino, Londra, Anversa, Parigi, Londra e New York. E qui trovi i prodotti declinati da stagione a stagione nelle varie tendenze: una volta i fiori, un’altra il fetish rock. E poi si osservano per strada gli influencer, che grazie alle loro personalità eccentriche vestono “più avanti” degli altri. Il viaggiare ti dà la possibilità di intuire e vedere trend nuovissimi. Poi sta a te capire se quello che vedi può diventare una tendenza. Bisogna tenersi sempre aggiornati in questo campo, serve occhio e intuito.

Qual è il peggiore errore di stile?
Non valorizzarsi, vestirsi in un modo che non c’entra nulla con la propria persona. Adottare stili preconfezionati della serie “voglio quello che c’è in vetrina sul manichino”. Addosso si nota questa distonia.

Tra le cose che piú detesti, oltre al mollettone (Carla emette un grido d’orrore, ndr) nomini spesso l’oversize
Diciamo che dipende dal periodo storico. In questo momento è di tendenza. Quindi non direi un no assoluto, ma vanno controllate le dimesioni, la lunghezza delle maniche, l’ampiezza. Credo molto nella sartorialità: anche un capo da 15 euro se sistemato dalla sarta, adattato alla nostra figura, diventa un capo sartoriale. No alla maniche lunghissime, ai pantaloni col cavallo basso, ai gonnelloni enormi.

Nella tua scarpiera, tra i tacchi, trovano un posticino le ballerine?
(Carla ride) Io le ballerine le ho, sai? Le uso a casa o quando devo guidare. Ma quando esco uso sempre il tacco, che a seconda del periodo si alza o si abbassa. Ho indossato il tacco15, ora si è ridimensionato a 10-12 col platform ma non ci rinuncio mai.

E invece sicuramente ci saranno le scarpe da ginnastica, essendo tu una patita di running
Ho tante scarpe da corsa che personalizzo rendendole più femminili, magari con strass, fiocchi, cristalli. Ma le uso solo per l’allenamento.

Inutile dire che sicuramente avrai stile anche nella corsa. Ci dai qualche consiglio per non sembrare delle “scappate di casa” quando andiamo a correre?
L’input è il coordinamento. Quest’anno la moda fitness strizza l’occhio agli anni Ottanta, quindi grandi canotte scollate con ampi giri manica, sovrapposizioni e leggings o pantaloni jogging fantasia. Ma ragazze, non dimentichiamoci di coordinare i colori.

Ci racconti le novità della nuova edizione di Shopping Night?
Le location. Quest’anno non ci siamo fermati a Milano ma abbiamo girato l’Italia ed è stato divertente scoprire nuove attitudini al fashion e allo stile. Iniziamo partendo con una pre-puntata dedicata ai casting dove si vedono tutte le scatenate che sono venute a conoscerci. Vi consiglio di vederla perché è davvero divertente. L’appuntamento è martedì 12 maggio alle 22:40.

Se fossi una concorrente di Shopping Night in che reparti ti fionderesti?
Scarpe e accessori, senza ombra di dubbio. L’accessiorio cambia subito un outfit. Quindi punterei sulla scarpa e la borsa.

Coordinati o no?
Non è sempre necessario. Se l’occasione è molto formale scarpe e borse vanno abbinate, ma se la situazione è free o da tutti i giorni possono essere tranquillamente spezzate.

Porti mai tuo marito a fare shopping?
Siamo sposati da 23 anni e come tutte le coppie longeve siamo molto diversi. Se fossimo stati uguali non avremmo resistito più di sei mesi. Lui è americano ed è un tipo sportivo, votato alla comodità. Ma ovviamente con me deve stare attento!

Fonte: DiLei

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