Burqa e Niqab, verso il divieto in Italia

La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato con un voto a maggioranza la proposta di legge che vieta di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici. Il disegno passerà alla Camera a settembre.

Per chi indosserà burqa e niqab (vedi gallery) la pena prevista varia da un sanzione fino a 500 euro per chi lo indosserà alla reclusione, oltre sanzioni fino a 30mila euro per chi costringerà una donna a indossare il velo integrale, con pena aumentata in caso di vittima minore o disabile.
 
Soddisfatta la relatrice, Souad Sbai (Pdl), presidente dell’Associazione Donne Marocchine: "In Francia, in Belgio e nel musulmano Azerbaijan questa legge è realtà senza che nessuna donna araba musulmana abbia nemmeno pensato di protestare" e aggiunge: "questa legge ce la chiedono le donne segregate, umiliate ed oppresse. Questa legge vuole rendere chiaro a tutti che un burqa non è mai una scelta libera ma una aberrante imposizione".
I contrari d’altra parte bollano la nuova legge come folcloristica e simbolica, espressione di una politica di slogan, mentre propongono di affrontare seriamente il problema dell’immigrazione tramite l’integrazione. Pare infatti che in Italia si contino solo una trentina di casi di donne che indossano il velo integrale, per di più casi di europee convertite. La nostra esperienza di burqa e niqab deriverebbe in realtà da immagini provenienti dall’Afghanistan, teatro di guerra dei talebani.
 
Il disegno di legge, che a settembre dovrà andare in aula per un secondo iter di approvazione, con l’articolo 1 modifica l’articolo 5 della legge 152/1975, istituita negli anni di piombo per vietare di indossare caschi e passamontagna nei luoghi pubblici. Oggi il divieto viene  esteso agli indumenti di origine religiosa. Salvi alcuni casi di giustificato motivo come condizioni di salute certificate o per motivi professionali o feste, manifestazioni sportive, artistiche o tradizionali, "è vietato celare o travisare il volto o comunque rendere impossibileil riconoscimento personale in luogo pubblico o aperto al pubblico, anche mediante caschi protettivi o indumenti o accessori di qualsiasi tipo, compresi quelli di origine etnica e culturale, quali il burqa e il niqab". In caso di trasgressione la sanzione va dai 300 ai 500 euro.
 
L’articolo 2 istituisce un nuovo reato, aggiungendo un articolo 612-ter al Codice Penale (dopo il 612-bis, quello che riguarda lo stalking o "atti persecutori"). Il reato consiste nella "costrizione all’occultamento del volto": obbligare o costringere una persona, con violenza e minacce, ad indossare il burqa o indumenti simili viene punito con una multa da 10mila a 30mila euro e reclusione fino a 12 mesi, che aumenta fino a 18 se il fatto è commesso a danno di un minore o di una persona disabile. 
 
L’articolo 3 infine preclude l’acquisto della cittadinanza italiana per chi sia stato condannato in via definitiva per il reato di occultamento del volto.
 

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