Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi, troppo presto per diventare genitori?

Beatrice Borromeo è una principessa moderna. Ha frequentato un master in giornalismo alla Columbia University e, prima ancora, ha preso parte a Annozero, entrando di diritto nella folta schiera di scoperte santoriane. Della sua eleganza e di una certa foga verbale abbiamo imparato a tener conto già durante quell’edizione del programma, allora condito da grandi aspettative per il ritorno di Michele Santoro, in cui Beatrice aveva una stanza tutta per sé che ne ha rinvigorito i convincimenti sul versante professionale.

Ora il suo ultimo lavoro, “Lady ‘ndrangheta” è stato illustrato come uno dei documentari di punta della prossima stagione di SkyTg24. Lo ha realizzato per la Wildside di Lorenzo Mieli. “Se non fosse intervenuto lui con il suo pragmatismo, non credo che avrei terminato il lavoro”, si legge nell’anteprima a Vanity Fair a cui rivela della collaborazione di Pierre Casiraghi, ultimogenito di Carolina di Monaco e Stefano Casiraghi.

Partiamo da lui, dal suo fidanzato, un bocconiano di nobili natali e di belle speranze. Un amore lungo, il loro, su cui Beatrice, nonostante non sia intenzionata a sposarsi, nutre delle speranze: “Sarei felice se Pierre diventasse il padre dei miei figli. So che sarebbe bravissimo, e che insieme potremmo creare una famiglia stabile. Però non siamo ancora a quel punto. Magari ne parliamo, ma abbiamo ancora un po’ di strada da fare prima di diventare genitori”.

Sulla sua pagina Facebook, la principessa della Mafia Marisa Merico scrive: “Non ci posso credere che è venuto a casa mia il nipote di Grace Kelly a fotografarmi e io non l’ho riconosciuto! E com’è simpatico!”. Opera di Pierre? “Vero. Avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse con le foto. Pierre è bravo e ha accettato per curiosità”, dice la Borromeo.

Al magazine, ha spiegato anche come sia arrivata al giornalismo d’inchiesta: “Un paio di anni fa, per la tesi del mio master in giornalismo alla Columbia University, ho presentato un lavoro sul traffico di cocaina che dal Sudamerica arriva in Italia via New York. Avevo aperto dei contatti con Fbi e Dea e con Nicola Gratteri (procuratore a Reggio Calabria, consigliere della commissione parlamentare antimafia, ndr). E’ lui che mi ha raccontato dello strapotere femminile nella ’ndrangheta, la più potente mafia del mondo, con un giro d’affari di 40 miliardi di euro l’anno”.