#bastatacere: proposta di legge a tutela delle donne durante il parto

Dopo la campagna social partita in primavera, la proposta di una legge a favore delle scelte riproduttive, che permetta alle donne di scegliere come e dove partorire

#bastatacere: dopo la campagna social, partita in primavera, contro gli abusi che spesso accadono in sala parto (maltrattamenti, umiliazioni, medicalizzazioni anche quando non servono), arriva anche una proposta di legge.

Per molte donne l’esperienza del parto è traumatica. Almeno due su tre lamentano vicende dolorose, assistenza medica scarsa e poco bendisposta, travagli che spesso si trasformano in parti cesarei. L’Italia è infatti , tra i Paesi europei, quello con il più elevato tasso di tagli cesarei.

Questo perché da noi si nasce quasi esclusivamente in ospedale, diversamente da quanto accade in altri paesi europei dove sono prese in considerazione anche altre modalità di gestione dei parti fisiologici, come le case di maternità, o nei quali si pratica anche il parto a domicilio.

In Europa si considerano i diritti sessuali e riproduttivi (sexual and reproductive health and rights – Srhr) come parte integrante delle politiche per la salute. In Italia siam ancora indietro sotto questo aspetto.

Marina Nicchi, Deputata di Sinistra Italiana, ha proposto un disegno di legge a favore delle scelte riproduttive delle donne, che le tuteli nel momento del parto ma che soprattutto permetta loro di scegliere come e dove partorire.

Il titolo della proposta di legge è proprio: “Disposizione a favore delle scelte procreative delle donne e per la promozione del parto fisiologico”.

Riportiamo alcune parti della proposta:

La nascita è un momento di arricchimento per la donna e per la coppia, che non può e non deve ridursi solo ad un evento medico da affrontare con protocolli definiti a priori, e con una forte interferenza tecnologica, ma deve essere pensata, oggi più che mai, con modalità flessibili ed adattabili caso per caso alla soggettività della donna.

L’idea che i servizi di maternità debbano essere basati sulla donna, impegnandosi a soddisfare le sue scelte e i suoi bisogni, è un’idea semplice ma difficile da mettere in pratica, richiedendo un profondo cambiamento di cultura dell’assistenza e dell’organizzazione delle strutture.

Attualmente i servizi di maternità sono ancora troppo incentrati sulle strutture ospedaliere; troppo frequente è il ricorso al cesareo, l’assistenza è frammentata.

In Italia si nasce quasi esclusivamente in ospedale, diversamente da altri Paesi europei dove sono prese in considerazione anche altre modalità di gestione dei parti fisiologici.

L’ospedale è il luogo di cura della malattia ed inevitabilmente le motivazioni sanitarie prevalgono sugli altri aspetti del parto-nascita, quali l’emotività, l’affettività, l’intimità della relazione madre-bambino, il rispetto delle scelte personali.

Insomma, il privilegiare l’aspetto tecnico-sanitario, non sempre ha consentito di rispettare le scelte personali, i ritmi naturali del corpo della donna, della gravidanza e del parto; il diritto alla scelta della donna circa i luoghi dove partorire; il diritto alla vicinanza tra madre e figlio nell’immediato dopo parto; il diritto alla presenza di persone vicine.

Non può comunque non rilevarsi come nell’ambito della nascita, già da tempo comincia a fare breccia la tendenza verso una maggiore “umanizzazione” del parto. Sempre più donne e operatori dei servizi materno-infantili, chiedono e cercano di dare alla maternità caratteristiche qualitative tali da poterla vivere come scelta consapevole e nell’ambito delle proprie convinzioni personali.

L’alto livello tecnologico raggiunto e, per contro, la richiesta crescente di umanizzazione della nascita, richiedono quindi una legislazione nel campo ostetrico che implementi e renda praticabile il contemporaneo rispetto delle esigenze della donna, e quello ineludibile della sicurezza medica.

In questa ottica, la presente proposta di legge si pone in primo luogo l’obiettivo di soddisfare i bisogni di benessere psicofisico della donna e del neonato durante la gravidanza e il parto-nascita, superando gradualmente l’ospedalizzazione, favorendo la consapevolezza e la libertà di scelta da parte della donna circa le modalità con cui tale evento debba svolgersi, e i luoghi dove partorire, creando nuovi spazi per il parto, nonché favorendo la gestione attiva dell’evento nascita da parte della donna e della coppia

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