L’azienda italiana che riconosce il congedo parentale alle coppie omogenitoriali

Con la missione di promuovere una genitorialità equa e un ambiente più inclusivo la Zeta Service ha esteso il congedo parentale anche alle coppie omogenitoriali che lavorano in azienda

L’arrivo di un figlio, si sa, è uno dei cambiamenti più ingombranti nella vita delle persone. Le abitudini, così come la quotidianità, vengono stravolte dalla presenza di un bambino che, naturalmente, ha determinati bisogni, fisiologici, affettivi e anche relazionali.

È proprio per questo motivo che, in Italia così come in altri Paesi del mondo, ai genitori viene riconosciuto il congedo parentale. Si tratta di un periodo di astensione facoltativo che viene concesso alle neo mamme e ai neo papà per assistere e prendersi cura del bambino nei suoi primi mesi di vita.

Un diritto, questo, che però non è riconosciuto anche alle coppie omogenitoriali. Ed ecco allora che, dove non arriva la legge a garantire gli eguali diritti per tutti, ci pensano i privati. A Milano, infatti, la Zeta Service è diventata una delle prime aziende del Paese a introdurre il congedo parentale anche per le famiglie composte da genitori che hanno lo stesso sesso.

Congedo parentale alle coppie omogenitoriali

È successo a Milano e la notizia si è diffusa rapidamente in tutta Italia. La Zeta Service, che si occupa di risorse umane e consulenza sul lavoro, è diventata l’apripista di un cambiamento tanto inaspettato quanto doveroso, almeno nel nostro Paese.

In Europa, infatti, sono già diverse le iniziative promosse proprio per una genitorialità più equa che non lasci escluso nessuno. Ancora una volta è la Finlandia il Paese da prendere come esempio. La nazione ha da poco esteso il congedo parentale a 160 giorni, senza distinzione di ruoli genitoriali né tanto meno di sesso. L’obiettivo, del resto, è condiviso e fa da eco alle richieste dei genitori: la possibilità di conciliare il lavoro con la famiglia, indipendentemente dai ruoli e dal sesso di appartenenza. Sulla stessa scia si è mossa la Spagna che concede fino a 112 giorni per entrambi i genitori. In Germania, invece, l’assenza dal lavoro dopo la nascita di un figlio può arrivare fino a 14 mesi.

In Italia la situazione è una delle più arretrate. Il massimo che siamo riusciti a ottenere, fino a questo momento, è un congedo parentale per i papà di 10 giorni. Un passo avanti rispetto ai 5 previsti fino a qualche tempo fa.

Così, dove non arrivano ancora delle normative capaci di soddisfare le richieste dei neo genitori, ci pensano le aziende. La Zeta Service lo ha fatto, introducendo il congedo parentale anche per le coppie omogenitoriali, diventando una pioniera in questo senso. Ma non solo lo ha riconosciuto e quindi esteso a tutte le famiglie, ma ha anche scelto di aumentare i giorni concessi dalla legge ai papà, che in azienda diventano 40.

Questa è solo una delle diverse iniziative messe in campo dall’azienda per garantire il benessere dei suoi lavoratori in un clima di inclusività dove le discriminazioni sono lasciate fuori. La Zeta Service, infatti, aveva già introdotto il congedo mestruale – una scelta questa condivisa anche da altre realtà private italiane – così come la diffusione di assorbenti gratuiti a disposizione delle donne.

L’Italia più inclusiva riparte dalle aziende

A motivare la scelta ci ha pensato la stessa Silvia Bolzoni, fondatrice e presidente della Zeta Service che in occasione dell’European Gender Equality Week, ha lanciato un appello al Governo: “È doveroso colmare un vuoto legislativo che penalizza le coppie omogenitoriali. Occorre superare questo ostacolo per permettere a entrambi i genitori di affrontare insieme una nuova e delicata fase della loro vita. Sappiamo che il nostro è solo un piccolo passo ma confidiamo possa servire come apripista per aiutare a superare le barriere di genere e uguaglianza”.

Una genitorialità equa e inclusiva, è questa la missione condivisa dall’azienda che vede in questa scelta la possibilità di contribuire al benessere dei lavoratori, e quindi dell’azienda stessa.