“L’autismo non si cura, si comprende”: storie di vita oltre la sindrome

"Io vivo altrove", il libro di Beppe Stoppa, è un viaggio dentro l'invisibilità dell'autismo in cui emergono l'ansia per il futuro e gli sforzi delle famiglie

C’è qualcuno che in questa pandemia ha voluto fare un viaggio dentro l’invisibilità dell’autismo: uno scrittore che spesso si cimenta nel raccontare le storie difficili, di esseri umani spinti al limite. Si tratta di Beppe Stoppa che, con il suo nuovo lavoro Io vivo altrove, pubblicato dalla Casa Editrice Laurana, fa emergere a pennellate ampie e multicolori l’universo dell’autismo.

Io vivo altrove – con la prefazione di Elio – non è un trattato sull’autismo, ma un insieme di “storie tese e non” , di vite vissute da persone e famiglie che, strada facendo, hanno trovato varie forme di risposta a una condizione che non solo è complessa, ma anche confinata nell’altrove. Da tutte queste storie emerge un’ansia corale per la prospettiva di vita delle persone autistiche, per gli sforzi che le famiglie devono compiere, finché possono, per migliorare la loro esistenza, ma emerge anche la comprensione per la convivenza delle differenze.

Non è certo una sorpresa un nuovo libro sull’autismo che arricchisce la vasta letteratura sull’argomento, tuttavia queste storie sono narrate in un momento diverso e reso particolarmente difficile dalla pandemia.

Quest’anno il 2 Aprile, Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, è vissuto ancor più con un senso di angoscia per il futuro. In questo contesto si inserisce il testo di Beppe Stoppa, Io vivo altrove, proposto e sostenuto dal Comitato Uniti Per L’Autismo che rappresenta oltre 50 associazioni e che svolge un’intensa attività di difesa dei diritti delle persone autistiche in Italia e in particolare in Lombardia.

Le storie di vita, raccolte in questo volume, guardano a un 2 Aprile diverso dal solito, non celebrativo, ma di coscienza sociale, oltre la sindrome e i trattamenti abilitativi, perché sotto l’autismo ci sono persone con le loro problematiche, esigenze e preferenze, con la loro unicità, e che vivono qui, in questo mondo, l’unico possibile, con le barriere culturali e sociali che determinano il loro grado di disabilità.

“Il 2 aprile 2021 è la Giornata Mondiale promossa dall’ONU per la Consapevolezza Dell’Autismo, necessità che malgrado le tredici edizioni passate, è ben lontana dall’essere raggiunta”, spiegano i rappresentanti del Comitato Uniti per l’Autismo.

“Il nostro comitato” – racconta Cristina Finazzi – “si è posto fin dagli esordi, tre anni fa, l’obiettivo di diffondere una narrazione dell’autismo diversa dalla consueta modalità pietistica o sensazionalistica, di creare delle vere comunità d’intenti per favorire l’inclusione delle persone autistiche in tutti gli ambiti di vita quotidiana. Siamo convinti che questo libro, che abbiamo sostenuto con passione, sia in un certo senso il nostro manifesto di unità e reazione”.

Io vivo altrove libro

“Io vivo altrove libro” – la copertina del libro

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