Caro Antonio Tajani, una famiglia va sempre difesa, anche quando non ha figli

Le parole pronunciate da Antonio Tajani ci ricordano che ci sono tanti, troppi stereotipi da scardinare. Che non esistono le donne a metà, e neanche le famiglie "tradizionali"

Per ogni passo avanti mosso nella direzione giusta per rivendicare i nostri diritti e le nostre libertà di scelta, altri cento ne vengono fatti indietro. È un po’ come il gioco del gatto che si morde la coda, un circolo vizioso dal quale non riusciamo a uscire.

Al centro delle discriminazioni, questa volta, è la famiglia, il luogo dove è conservato il cuore, che però non può essere considerata tale se all’interno di quel nucleo non sono presenti i figli. Perché, neanche a dirlo, la famiglia è anche lo strumento attraverso il quale una donna può realizzarsi.

E tutte le donne senza figli? E chi non può averlo un bambino? E chi si sente a casa tra le braccia degli amici non ha forse il diritto di sentirsi una famiglia allo stesso modo? Le parole pronunciate da Antonio Tajani, in occasione della conferenza stampa di Forza Italia sulle iniziative organizzate per la festa della mamma, rimbombano in rete come un fulmine a ciel sereno, ricordandoci che di stereotipi da scardinare ce ne sono ancora tanti, troppi.

“La famiglia è per noi il nucleo fondamentale della società e va difesa, ma senza figli non esiste”. Queste le parole del coordinatore nazionale di Forza Italia che ha poi affermato “la donna non è una fattrice, si realizza pienamente con la maternità”. Inoltre “essere mamme è un modo per realizzarsi”.

Intendiamoci, il nostro non è un processo a Tajani e alle sue affermazioni – che in poche ore sono diventate il trend del giorno su Twitter – ma all’ennesimo luogo comune che per troppo tempo ha condizionato il nostro modo di vivere.

Lui si è dichiarato pronto a scusarsi e noi siamo pronte ad accettare queste scuse. Perché probabilmente l’unica colpa di Tajani è quella di aver espresso ad alta voce un pensiero che non appartiene solo a lui. Perché c’è ancora chi crede che una donna possa realizzarsi solo con la maternità. Eppure di esempi da mostrare per scardinare queste convinzioni, di donne estremamente realizzate anche senza figli, ne abbiamo tantissimi.

E non ci stancheremo mai di dire che la maternità è un diritto che non può andare a discapito del lavoro. E ringraziamo Tajani per averlo precisato durante la stessa stessa conferenza che lo ha incriminato. Perché è fondamentale, per la parità di genere e l’uguaglianza, che le donne abbiano le stesse opportunità degli uomini nel lavoro e che abbiamo sostegno in quanto madri. Ma non possiamo più lasciar passare il messaggio che una donna, non mamma, è una donna a metà.

E non possiamo neanche permetterci di giudicare una famiglia, se i membri di quella si considerano tali. Perché alcuni di noi si sentono a casa, più di qualsiasi altro posto al mondo, tra le braccia di persone con le quali non si hanno neanche un legame di sangue. E se non è famiglia questa, allora cos’è?  Ci sono coppie che sono legate dall’affetto, dall’amore e dal sostegno reciproco, che scelgono di condividere la vita contando solo gli uni verso gli altri, altre invece, figli non ne possono avere. Neanche loro sono una famiglia?

Forse è davvero, solo un’infelice frase sbagliata, quella di Antonio Tajani. Ma è la stessa che ci ricorda che dobbiamo sempre far valere, nonostante gli ostacoli della società italiana, il nostro diritto a scegliere in maniera libera e consapevole come auto realizzarci e come vivere.

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