Anoressia, non solo moda

Inizia la settimana della moda milanese e si parla di nuovo di anoressia. Questa volta al posto delle scioccanti campagne per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e degli eterni codici di autoregolamentazione del settore si decide per la linea del controllo: alcune sentinelle saranno a bordo passerella per misurare le modelle troppo magre.

Non si può negare che ci sia un’influenza diretta dell’immagine proposta da certi modelli e il disprezzo di sé che affiora nelle persone più deboli. "Dove arriva la televisione, dove arriva questa immagine di donna, arriva l’anoressia nervosa": dice il professor Gianfranco Placidi, direttore dell’Unità psichiatrica a Firenze, che racconta come le vittime sono in prevalenza  donne perché "il loro cervello attribuisce un fattore di stima alla magrezza, una proporzione tra peso corporeo e stima di sé".

Ma finite le sfilate il fenomeno dell’anoressia non si ferma, continua a dilagare e Internet è il mezzo ideale per fare proseliti e giustificare i comportamenti che portano a questo disturbo alimentare. Sono 30 mila siti, blog e forum pro anoressia, che esaltano la magrezza eccessiva. Psichiatri e psicoanalisti si sono riuniti a Roma per fare il punto sull’evoluzione della patologia,che conta almeno novemila nuovi casi l’anno. Sul web i "pro ana" istigano i giovanissimi a dimagrire e ingannare genitori e insegnanti.

L’anoressia è di genere femminile e i numeri lo confermano: sono circa 3 milioni le giovani italiane che soffrono di anoressia e sono soprattutto giovani donne. Ma esiste un fenomeno anche al maschile: chiamata visnoressia e si manifesta intorno ai 16 anni, mentre per le donne l’insorgenza é intorno ai 14. E’ vero che le percentuali non possono neanche essere messe a confronto rispetto alle donne : 1 a 10 per l’anoressia e 1 a 20 per la bulimia. Meglio comunque non sottovalutare anche questo aspetto meno considerato perché anche nell’uomo può subentrare il complesso del fisico: i giovani si vedono grassi e brutti e per rimediare smettono di mangiare.

Anoressia, non solo moda