Anna Magnani: 40 anni fa la morte di Nannarella

Bellissima non era Anna Magnani, ma aveva una intensità e una passione che l’hanno consacrata regina assoluta del neorealismo, quella corrente cinematografica che cercava la verità nella vita senza filtri o finzioni.

Una delle più grandi e celebri attrici del cinema mondiale, il Time la definì "divina, semplicemente divina", mentre il primo uomo nello spazio, Jury Gagarin, la salutò così mentre era in orbita:  "Saluto la fraternità degli uomini, il mondo delle arti e Anna Magnani".

Carnale, verace e dalla personalità straripante, Nannarella riusciva a mostrare sul set sentimenti, emozioni, passione e dolore.

Vinse un Oscar nel 1956 con La Rosa Tatuata accanto a Burt Lancaster, la prima italiana a vincere l’Oscar.
Ha lavorato con i più grandi registi da Pier Paolo Pasolini a Luchino Visconti, da Alberto Lattuada a Federico Fellini, da Vittorio De Sica che la lancia nel firmamento. E da allora una serie di successi: è arrabbiata e ribelle nel film L’onorevole Angelina –  di Luigi Zampa; è Pina – in una interpretazione indimenticabile – che corre disperata per rincorrere il marito, catturato dai nazisti. E viene uccisa da una raffica di mitra. Il film è  Roma città aperta di Roberto Rossellini, regista capriccioso, passionale e geniale, con cui nasce un grande sodalizio e una storia d’amore appassionata, che dura fino a quando lui incontra Ingrid Bergman.

Nel 1948 interpreta l’ultimo film con Rossellini prima della rottura è: L’amore, diviso in due atti, in cui il primo (ispirato a un dramma di Jean Cocteau) è un monologo al telefono di una donna abbandonata dal compagno, quasi una premonizione.

Nel 1949 gira Vulcano, come rivincita e sfida nei confronti della Bergman e di Rossellini, ormai amanti che nell’isola vicina stanno girando Stromboli terra di Dio. Le riprese dei due film sono ricordate dalla storia del cinema come "la guerra dei vulcani".

Ma i due film non ebbero successo e ll’amore tra i due non ritornò, tanto la sua vita artistica fu splendente e felice, tanto quella personale risultò tormentata.
Ebbe un figlio, nel 1941, Luca, dall’attore Massimo Serato che l’abbandonò quando scoprì che era incinta. Per lei gli uomini erano tutti ominicchi, salvava solo il marito, il regista Goffredo Alessandrini.
 
Ho capito che ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno. Anna Magnani.

 

Anna Magnani: 40 anni fa la morte di Nannarella