Angelina Jolie al G8 contro lo stupro di guerra

Basta allo stupro come arma di guerra, è questo l’unico dato concreto che si è raggiunto al recente vertice del G8 di Londra, riunito per condannare i programmi nucleari nordcoreani e affrontare i dati sconvolgenti del conflitto Siriano.

Angelina Jolie, protagonista di molte campagne in difesa dei deboli, è arrivata a Londra in qualità di inviato speciale dell’Onu per i rifugiati. L’attrice ha assunto il ruolo di testimonial  per rilanciare la lotta contro le violenze sessuali in conflitti e guerre, che rappresentano una grave violazione alla Convenzione di Ginevra.

Lo stupro in situazioni di guerra non deve essere considerato inevitabile, ha dichiarato la Jolie, anzi "può essere prevenuto e deve essere affrontato".
Il G8 ha staccato un assegno di 27,5 milioni di dollari
per finanziare il programma, mentre l’attrice ha pronunciato di fronte ai ministri di Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania e Giappone, Canada, Italia e Russia  la sua denuncia particolamente sentita e vibrante:
"Voglio ringraziare William Hague (ministro inglese n.d.r.) per i suoi sforzi. Lo stupro non è solo un problema delle donne o una questione umanitaria. Lo stupro è un problema globale…. e chiedo agli altri governi di fare di questa causa una priorità…

… Sarà l’inizio di una nuova alleanza globale contro gli stupri e le violenze sessuali nelle zone di guerra, e metterà fine alle impunità." ha concluso, visibilmente commossa –  l’attrice americana – alla fine del suo intervento.

Angelina Jolie al G8 contro lo stupro di guerra