Altezza: le italiane superano le americane. Uno studio rivela come va la statura nel mondo

Tre anni di lavoro e dati raccolti da tutto il mondo. Noi saliamo e gli Usa scendono

Gli italiani hanno superato gli americani in statura, è questo il dato inaspettato che emerge da uno grosso studio effettuato dall’Imperial College inglese in collaborazione con l’OMS.  800 collaboratori sparsi per il globo hanno passato in rassegna quasi 1.500 pubblicazioni, e in tre anni hanno raccolto i dati – che comprendono un arco di tempo di un secolo –  per confrontare la statura dei diciottenni di 200 Paesi a partire dal 1914.

Se in Italia continuiamo ad alzarci abbiamo dei meriti, il demerito invece va tutto agli americani che hanno smesso di farlo. L’umanità non procede in modo uguale verso l’aumento dell’altezza: ci sono Paesi che guadagnano centimetri, altri che si fermano e arretrano persino. “Ogni popolazione ha un potenziale genetico, ma per svilupparlo i ragazzi e le ragazze devono avere accesso a buone cure e a una buona alimentazione”, dice Mariachiara Di Cesare della Middlesex University di Londra. “La tendenza in Italia è sempre stata positiva, con una piccola flessione nel dopoguerra”, continua la Di Cesare.

Le italiane sono passate dal 55° al 32° posto nella graduatoria mondiale, guadagnando ben 11 centimetri. Oggi l’altezza media è di 1 metro e 65. È andata bene anche per i maschi italiani, passati dal 57° al 29° posto, guadagnando 13 centimetri e un’altezza media di 1 metro e 78.

L’altezza è un tratto complesso – afferma la studiosa italiana – governato da decine di loci nel genoma, e presenta delle variazioni su base etnica. Ma è anche fortemente influenzata dalle condizioni di vita, in particolare da come mangiamo da bambini e da adolescenti. “La statura è determinata per due terzi da fattori ambientali e solo per un terzo dai geni”.

Per esempio gli Usa che sono scivolati dal terzo e quarto posto, rispettivamente per uomini e donne, ai numeri 37 e 42, non possono addurre come ragione di questo soltanto fatti come l’immigrazione, che porta individui geneticamente più bassi.

Ma ritorniamo all’altezza delle donne nel mondo: vale sicuramente la pena citare le femmine della Lettonia, che risultano le più stangone del globo (1,70 di media), seguite a ruota dai Paesi Bassi e dall’Estonia. Le più basse del globo? In Guatemala. Vien da chiedersi, cosa mangeranno le lettoni e che condizioni ambientali avranno? Forse sarebbe auspicabile uno studio per spiegare come vivere e cosa mangiare per diventare alte. Chissà magari un giorno, tra cento anni!

Riprendendo lo studio sulla statura dell’umanità, è emerso che le donne cresciute di più nel corso del secolo si trovano in Corea del sud (più 20 cm). Ma ci vorrebbero ulteriori studi per chiarire quanto le diverse condizioni della popolazione femminile nelle varie arie geografiche influiscano su tutti questi numeri.
Per i maschi, quelli che hanno scalato più posizioni sono gli Iraniani (più 16,5 centimetri). I più alti? Paesi Bassi, Belgio ed Estonia, i più bassi in Timor Est.

Cosa accadrà in futuro? “Se i popoli continuassero a mescolarsi e il benessere si diffondesse su scala planetaria, alla fine in tutti i paesi saremmo alti uguali”, sostiene la Di Cesare, uno degli autori dello studio.
Ma tutto ciò non è del tutto programmabile, basti pensare che nel 1950 l’Associated Press in un suo articolo prevedeva che le americane del 2000 sarebbero state delle Amazzoni, “alte più di un metro e 82, con 42 di scarpe, spalle da lottatore e muscoli da camionista”, invece non è andata così.

 

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