Prima i sorrisi, poi la paura per Agnese nella folle notte dell’Olimpico

Nell’ordinaria serata di follia collettiva consumatasi sabato sera allo stadio Olimpico, tra Genny ‘a Carogna e la sequenza ininterrotta e assurda di negoziazioni e l’esplosione di bombe carta, fumogeni e fischi, c’era anche lei. Agnese Landini, la moglie di Matteo Renzi, gli sedeva alle spalle, nella tribuna d’onore per assistere a quella che riteneva dovesse assomigliare alla finale di Coppa Italia.

Agnese che stringe la mano a Cesare Prandelli, commissario tecnico della nazionale ed ex allenatore della Fiorentina. Agnese che scatta foto ai suoi tre figli eccitati all’idea di assistere a un incontro di calcio, che le siedono accanto in attesa che avesse inizio quella partita che doveva rappresentare un esempio di gestione da parte dei vertici istituzionali e pubblica sicurezza.

Agnese che occupa un seggiolino da cui si alza per abbracciare Ester, la più piccola dei suoi tre figli spaventata dal rumore delle bombe carta, lanciate dagli ultras in quei minuti che hanno preceduto il fischio d’inizio – ritardato – di Fiorentina-Napoli. Nulla che abbia a che vedere con il calcio.

Matteo Renzi parla con Andrea Della Valle, con Giovanni Malagò, con i rappresentanti delle istituzioni che sono presenti lì per l’occasione. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, sul suo account Twitter prima di arrivare all’Olimpico ha lanciato moniti ribaditi anche ai microfoni della Rai, ma quando la decisione era stata già assunta. Dopo che si è avviata una lenta e inspiegabile negoziazione Stato-ultras.

Mentre Francesca Pascale in tribuna si avvolge una sciarpa del Napoli al collo, mentre Agnese abbraccia Ester spaventata. In quella che poteva essere una serata di calcio. 

 

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